Autoblu o taxi? Al consumatore la scelta!

//   29 dicembre 2016   // 0 Commenti

Intervista a Franco Giani, eminente personaggio nazionale della categoria delle autoblu italiane. Amministratore Delegato della CapCosepuri di Firenze, ex Presidente Società Radio taxi Cotafi di FirenzeFB IMG 14820651978143 300x300
La dialettica in corso tra la categoria taxi e quella degli NCC ha condotto le due realtà ad uno scontro privo di fondamento. I taxisti vedono negli NCC dei pericolosi concorrenti, quando nella realtà il prezzo del taxi è stabilito dai Comuni, mentre il prezzo degli NCC dal mercato e sicuramente molto caro rispetto al prezzo popolare dei taxi. Ci vuole spiegare meglio perché i taxisti vi temono al punto di definirVi erroneamente “concorrenti”?
-Le categorie taxi ed NCC percorrono da sempre una vita parallela che per molti anni non ha mai prodotto casi clamorosi di sconfinamento degli altrui lavori specialmente in zone come Firenze dove l’alta concentrazione del flusso turistico crea una domanda tale da soddisfare tutte e due le categorie, tuttavia nelle ultime cinque stagioni la crisi economica che ha colpito il nostro paese ha creato un rallentamento della domanda taxi ed allo stesso tempo si sono affacciate sul mercato nuove tecnologie come le app. che ampliano la possibilità di richiedere servizi diversificati e questo chiaramente non piace alla categoria taxi che fino ad ora ha goduto di un vero e proprio monopolio.

L’attuale normativa obbliga gli NCC a muoversi dalla rimessa, a lavorare sul territorio e anche su più territori, mentre le moderne applicazioni danno all’auto blu la possibilità di lavorare in continuità su prenotazione e quindi con chiara legittima scelta da parte del consumatore del servizio di auto blu con autista. Perché i taxisti osteggiano società internazionali come Uberblack, MydriveSixt, Blacklane, e le molte agenzie che organizzano il lavoro sul web in relazione agli NCC?
-Le categorie taxi ed NCC sono regolate da una unica legge la 91 del 1992, la quale chiaramente non rispecchia più le necessità del settore. Infatti nel 1992 il legislatore per distinguere i due settori dette ai taxi la possibilità di sostare sulla strada in appositi posteggi dotati di colonnette telefoniche dove aspettare i clienti o ricevere richieste telefoniche, mentre agli NCC veniva consentito la sosta in una rimessa da dove il titolare poteva ricevere la chiamata dal telefono fisso oppure ricevere un fax con la prenotazione del servizio, per farvi ritorno alla fine del servizio, tutto questo ovviamente perché i primi cellulari erano appena stati presentati.

Per quale motivo le scelte politiche dovrebbero obbligare gli utenti ad usare il taxi anziché il servizio su prenotazione delle autoblu?
-Nel corso degli anni successivi al varo della legge 21/92 la necessità di aggiornarla erano diventate evidenti ma la potenza della lobby dei taxi bloccò nel 2007 il progetto di liberalizzazione del settore meglio conosciuto come ” lenzuolate di Bersani ” riducendo di fatto la possibilità di impresa degli NCC obbligandoli a tornare in rimessa alla fine del servizio.
I governi che si sono succeduti non hanno mai voluto affrontare il problema per una evidente paura di ritorsione da parte della categoria taxi che ad ogni piè sospinto minaccia di bloccare le città e quindi ogni anno viene rinnovata la proroga della legge 21 creando alla categoria NCC grandissimi disagi sia economici che operativi.

Se il punto nodale su cui si dibattono i taxisti è che sul territorio locale solo gli NCC autorizzati dalla amministrazione comunale devono lavorare, per tenersi in modo obbligatorio le richieste dei consumatori che non avendo alternative si vedrebbero costretti ad usare il taxi; Perché non è possibile a un qualsiasi noleggiatore chiedere ad un qualsiasi Comune una o più autorizzazioni di NCC ancorate ciascuna autorizzazione ad un posto di lavoro fisso che l’ imprenditore in relazione al libero mercato darebbe a garanzia della autorizzazione medesima?
-Le imprese di NCC sono aziende che vanno dal singolo titolare di autorizzazione ad aziende il cui titolare può avere anche più autorizzazioni tanto da creare occupazione e reddito, ma siccome si trovano ad operare in una grossa incertezza legislativa vengono di fatto penalizzate negli investimenti con un evidente danno allo sviluppo economico del settore che invece può produrre migliaia di posti di lavoro a giovani qualificati.

La legislazione attuale che norma il servizio NCC blocca ogni progettualità d’investimento. L’incertezza normativa blocca il singolo imprenditore a intraprendere nuove strategie aziendali. Cosa aspetta il legislatore a chiarire cosa può fare un NCC e cosa non può fare, una volta per tutte?
-In Italia esistono come a Bologna e Milano forme comprensoriali dove gli NCC e taxi operano senza grossi contrasti, purtroppo finché la materia non verrà regolata a livello nazionale rimarranno forme isolate.
E’ urgentissimo che la delega data al governo Renzi venga portata avanti dal governo Gentiloni dal momento che il Ministro Del Rio è rimasto al suo dicastero e che essendo giunti a compimento i lavori della commissione DDL concorrenza e tenuto conto dei pareri della Corte Costituzionale, dell’Autorità dei Trasporti, e del Garante della Concorrenza tutti favorevoli alla revisione della legge 21 si proceda in tal senso.

Come vedrebbe il servizio Uberpop in Italia?
-Il servizio UberPop o simili è evidente che sia fuori da ogni ragionevole schema di legge per il semplice motivo che il trasporto persone necessità di requisiti tecnici, morali, finanziari, etici tali da non poter essere aperto a chiunque possieda un automezzo.

Come vede il futuro dei taxi?
-Il futuro dei taxi, categoria che conosco profondamente dal momento che sono stato taxista e dirigente di cooperativa negli anni 90, potrà essere positivo se sapranno aprirsi a nuove forme di concorrenza cosa a loro totalmente sconosciuta dal momento che da sempre operano in regime di monopolio.


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