ASSEMBLEA INDUSTRIALI AREZZO – Parole d’ordine: manifatturiero e strade

//   13 luglio 2011   // 0 Commenti

Andrea Fabianelli

Passaggio di testimone durante l’ultima Assemblea degli Industriali di Arezzo. E’ stato infatti  nominato Fabianelli presidente che prende il posto del presidente uscente Giovanni Inghirami. Ripartire dal manifatturiero. E’ questo lo slogan che ha caratterizzato l’assemblea generale di Confidustria Arezzo nella quale è stato nominato, come ampiamente annunciato, Andrea Fabianelli come nuovo presidente. Gremito il salone della Borsa Merci. Giacche e cravatte a profusione per rappresentare il gotha del tessuto politico e

2 Dr. Giovanni 1 200x300

Giovanni Inghirami

associativo della provincia. C’erano assessori, sindaci, parlamentari, c’erano gli industriali più conosciuti a cominciare dal ‘cavaliere bianco’ dell’UnoAerre Sergio Squarcialupi, proseguendo con Rossano Soldini e Alessandro Cantarelli. C’erano i vertici di Banca Etruria con il presidente Fornasari. Insomma, c’era l’Arezzo che prende decisioni e che lavora per il rilancio economico della provincia. Sulla vocazione produttiva del territorio hanno insistito tutti, dai rappresentanti delle istituzioni (il presidente della Provincia Roberto Vasai e il vicesindaco Stefano Gasperini), al presidente della Camera Commercio Giovanni Tricca, ad Antonella Mansi, presidente di Confindustria Toscana. «Il manifatturiero – ha detto la Mansi – è la locomotiva del Pil e Arezzo è una realtà leader nella nostra regione». Parola d’ordine: reindustrializzare la Toscana. Tre le ricette: infrastrutture, sburocratizzazione, nuova fiscalità. E sulla riforma del fisco ha puntato anche, nel suo intervento conclusivo, il vicepresidente di Confindustria Giorgio Squinzi, probabile successore di Emma Marcegaglia. Salutato da un caldo applauso il nuovo leader dell’associazione di via Roma, Andrea Fabianelli. «Ci concentreremo – ha detto l’imprenditore della pasta – su alcune priorità quali formazione, infrastrutture, credito, confronto con la pubblica amministrazione e servizi associativi». Fabianelli, oltre a rimarcare la centralità del manifatturiero, annuncia soluzioni innovative «per mantenere una presenza forte della formazione universitaria ad Arezzo. Applausi a cascata anche per Giovanni Inghirami, il presidente uscente, che ha snocciolato i dati provinciali in rapporto alla Toscana. «Il valore aggiunto della nostra industria – ha riferito – è pari al 25% del dato provinciale contro una media regionale del 19; e la provincia, con il 9,3% dei residenti in Toscana garantisce il 19% del valore aggiunto complessivo». Ma a fronte di questo, «fatta 100 la dotazione infrastrutturale italiana, nel 2001 l’indice provinciale era del 74,5 e si è contratto ulteriormente fermandosi al 67,5 del 2009». Cifre impietose che rafforzano l’impegno di Confindustria e del sistema Arezzo a battersi contro un gap che penalizza irrimediabilmente l’economia. In prima linea sta ovviamente il completamento della E78, per la quale anche Giovanni Tricca ha reclamato il principio della continuità, contro lo spezzatino dei singoli lotti, uno qua e uno là. Due Mari che anche per l’assessore regionale alla mobilità, Luca Ceccobao, «è un’opera strategica per Arezzo, inserita fra le priorità nel recente accordo con il Governo». I problemi, dunque, restano quelli di sempre. A Fabianelli l’arduo compito di affrontarli nei prossimi quattro anni.


Articoli simili:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *