Assange e Snowden fuggitivi a confronto

//   3 aprile 2014   // 0 Commenti

assange snowden4Vecchie e nuove rivelazioni nei due prossimi libri

di Simonetta Stefanini 

Il 2 aprile la OR Books ha annunciato l’uscita di “When Google meets Wikileaks” di Julian Assange, libro che si basa su una conversazione tra Assange e Eric Schmidt, il chairman di Google, avvenuta l’11 giugno 2011 nella residenza di Norfolk dove Assange viveva allora agli arresti domiciliari. Ci vogliono raccontare, e sono perplessa, che la chiacchierata tra i due leader internazionali del web, alla compagnia di membri dello staff di Hillary Clinton, che si erano disturbati ad accompagnare Schmidt e che restarono in compagnia per diverse ore, si basò sul confronto, dalle visioni opposte, di temi politici nel contesto della società internazionale e sulle possibili soluzioni tecnologiche della rete, spaziando in un dialogo che includeva la Primavera Araba fino ai Bitcoin.

Ne emerse che per Assange il potere di liberazione, creato da Internet, si doveva basare sulla libertà individuale e sul non controllo da parte dei Governi, in una crescita sempre più indipendente e difficile da censurare. Per Schmidt si riconduceva invece verso una futura unione tecnologica delle Nazioni dell’Est all’Ovest USA, che avrebbe dovuto supportare gli obiettivi politici americani, oltre a sostenere la crescita delle aziende e del mercato interno. In questa visione, decisamente nazionalista, Google era il sicuro mezzo di espansione geografica e di progresso.  

La visione dell’editore è quella di trasformare le loro parole in un dialogo storico, tanto che mi viene in mente l’incontro del 1941 tra Niels Henrik David Bohr e Werner Karl Heisenberg. Solo che quello lo fu davvero storico e di influenza sugli eventi a seguire.

Ma torniamo a oggi, a cosa mira Assange con questa pubblicazione? Forse a riprendersi un poco dello spazio che Snowden gli ha rubato negli ultimi tempi, sfornando migliaia di pagine di informazioni sulla NSA?

Certo è che guarda caso, proprio il 17 marzo scorso, Snowden ha annunciato la prossima uscita di un libro che il giornalista Barton Gellman sta scrivendo su di lui, grazie al supporto delle autorità russe che hanno concesso un incontro tra i due, in un hotel non identificato di Mosca, e continueranno a sostenere la loro comunicazione futura, attraverso conversazioni sicure, oltre che a proteggerlo con il più alto grado di sicurezza.

Sarà per questo allora che Assange ha riesumato l’incontro del 2011, per poi dichiarare in un’altra intervista che avrebbe prodotto nuovi leak, forse anche contro Google? A prima vista appare perdente in attualità. Dobbiamo comunque presupporre che ci troveremo di fronte a due personaggi che hanno realmente ancora molto da rivelare o che servono solamente da spauracchio nei confronti di chi ancora ha scheletri nell’armadio?

Nel confronto, c’è da chiedersi quanto i due potranno ancora restare nascosti, uno nell’ambasciata equadoriana a Londra e l’altro nei pressi del Cremlino, e soprattutto per quanto tempo gli sarà concessa protezione prima che si dissolvano. C’è solo da augurargli che i rifugiati di Assange, come lui li definisce, continuino a mandarli leak compromettenti dai loro nascondigli in giro per il mondo. Nel frattempo può godere del supporto morale di Beppe Grillo che manda i suoi a trovarlo e che riportano: Lo abbiamo trovato in buona salute e motivato, forse un po’ pallido ma d’altro canto non vede il sole da molti mesi”. Non credo che Assange sia mai stato abbronzato in vita sua. Quanto a Snowden, che si trova fra le spire dei russi, buon per lui se avrà ancora molto da raccontare sugli avvenimenti oltreoceano, poiché lì non c’è ambasciata straniera che tenga… per non dire di peggio.

 


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