L’articolo 18? Una pazzia non abolirlo

//   4 gennaio 2012   // 0 Commenti

articolo18 300x180Il modello del mercato del lavoro in Italia è totalmente fuori tempo, superato e controproducente; non voler affrontare l’argomento, per non toccare il posto fisso di certe specie lavorative a rischio, è un vero e proprio autogol.

Non bisogna aver paura di affermare che l’Articolo 18 è un freno per la crescita delle aziende italiane, in quanto resta sempre più’ comodo e facile, per una questione fiscale, burocratica ed amministrativa, avere più’ aziende con meno di 15 dipendenti.

Detto questo bisogna anche analizzare un mondo dell’impresa totalmente cambiato, evoluto e avanzato dove vince la tecnologia, l’innovazione e la competitività, che purtroppo da qualche anno non c’è più’.

Le piccole aziende sono e saranno sempre un grande valore di professionalità, artigianalità e qualità, ma se a guidarle ci saranno team di medie e grandi aziende, che possano poi affrontare con mezzi e competenze i mercati oramai globali.

Conta perciò soprattutto, abbattere quella rete di cavilli burocratici, legislativi e sindacali che non permette alla micro azienda di potersi ingrandire, aggiornare e trasformare a seconda dei tempi e dei cambiamenti in atto, ragion per cui ben venga la tutela del dipendente, che ogni piccola azienda cura e tiene caro a sé soprattutto perché formazione, esperienza e capacità non sono a costo zero, ma si faccia un’ analisi accurata e si propongano alternative concrete a questo Articolo 18 che mettano in condizione il dipendente di guadagnare di più’ ed essere più’ flessibile su orari di lavoro, ma nello stesso tempo permetta all’ azienda di crescere e sfornare prodotti che siano competitivi e qualitativi, per aggredire anche nuovi mercati di cui abbiamo bisogno.

Tutti sappiamo che il lusso non ha mai avuto crisi e l’ Italia in questo è sempre stata un’ apripista in quasi tutti i settori, ma purtroppo i grandi guadagni arrivano sulla produzione di prodotti dedicati alla massa, dove numeri e costi fanno la differenza sui mercati e con la presenza di grandi freni, come lo stesso Articolo 18, grande protagonista di un tempo che fu, non riusciremo mai a rendere le nostre aziende al pari di quelle di altri paesi europei, per non parlare dei paesi emergenti.

Se vogliamo far ripartire l’economia in Italia dobbiamo prima rimettere in discussione le regole per renderle adatte al tempo che stiamo vivendo. Gli anni d’oro non torneranno più’, ma la nostra capacità di rendere bello ed entusiasmante il lavoro saprà ridarci la speranza, questo solo se i governi che verranno sapranno cogliere il rivoluzionario periodo attuale come opportunità di cambiamento e di adeguamento alle esigenze anche della stessa dignità dell’uomo, poiché è triste dover licenziare un proprio dipendente, ma ancor più’ triste vedere migliaia e migliaia di aziende morire schiacciate ed oppresse da ingiustizia, burocrazia e usura bancaria, a norma di legge e ancor di più’ vederle scappare in altri Stati dove le regole son ben diverse!

Non si parli più’ di posto fisso, ma di diritto al lavoro anche per chi sta dall’ altra parte della barricata, si parli di modernizzazione del sistema di mercato, mettendo a disposizione una parte degli utili d’azienda per quei dipendenti che renderanno più’ armonioso e collaborativo il lavoro stesso.

Togliamo ogni tassazione sul dipendente che faccia straordinari, rendiamo la piccola azienda una rampa di lancio dove il 15mo dipendente non sia uno scoglio insormontabile ma un traguardo di vittoria.

Il Partito delle Aziende insieme a delle Associazioni di Categoria vuole realizzare un sogno che può e deve diventare realtà, quella di rendere tutte le PMI, medie e anche piccole, una sottospecie di comunità di lavoro dove il capitale sia detenuto non solo dall’imprenditore, ma anche dai dipendenti che si creeranno così una postazione sicura legata però anche alla loro produttività, abbandonando la sterile lotta sindacale che con grandi meriti ha fatto il suo corso, ma che con questo tempo non ha più’ senso di esistere se non per le Grandi Multinazionali.

Serve coraggio e voglia di mettersi in gioco nei momenti di crisi perché dalle sfide si esce rinforzati se non si ha paura del cambiamento.

Il Presidente P.D.A.
Fabrizio Frosio


Articoli simili:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *