Arte e animali: un rapporto che permane nel tempo

//   4 settembre 2017   // 0 Commenti

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Così come la poesia, la letteratura ed il cinema hanno narrato della vita accompagnata dai fedeli amici a quattro zampe, anche oggi le pagine social di Vip e Nip impazzano con le foto dei pet nelle pose più stravaganti.

Ma tra i linguaggi della comunicazione che si sono occupati della vita a sei zampe c’è l’arte.

Un esempio è rappresentato dalle illustrazioni ricche di poesia, della disegnatrice americana Yaoyao Ma Van As, la quale in 30 tavolette ha descritto la gioia di vivere soli con un cagnolino.

Oppure le celeberrime opere di Charles Burton Barber , pittore inglese del 1800, noto per essere stato il maggior cantore di infanzia e d’animali, d’ogni tempo, esaltando il sentimento fiabesco che lega gli animali e i bambini.

Fino ad arrivare a rappresentazioni simboliche degli animali, attraverso forme d’arte allegoriche, quali ad esempio le immagini iconografiche dell’elefante, simbolo potenza, saggezza, memoria, temperanza e amore cristiano che dirige l’uomo e che schiaccia il peccato. Oppure il ramarro e la lucertola, i quali nella pittura antica, assumono una connotazione positiva, per quanto il loro aspetto possa apparire inquietante. Essi hanno la funzione di risvegliare le donne e gli uomini dal torpore del vizio o da un errore amoroso, riportandoli sulla strada della piena coscienza e della virtù.

Pertanto, che si tratti di cantiche di sommi poeti, di opere musicali e teatrali, di letteratura, pittura, o dei più condivisi e moderni selfie al parco con il proprio quadrupede, la presenza di quest’ultimo nella vita dell’uomo non può passare inosservata.

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