Allarme Coldiretti e Filiera Italiana: i problemi di tarocchi e dazi sull’Agroalimentare italiano

//   8 maggio 2019   // 0 Commenti

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L’analisi unitaria di Coldiretti e Filiera Italiana appena presentata, ha posto nuovamente in rilievo il fenomeno del Falso Made in Italy Agroalimentare, il cui valore a livello mondiale ha raggiunto ormai i 100 Miliardi di Euro di Valore essendo cresciuto come cibi taroccati negli ultimi 10 anni del 70%, e costando all’Italia la perdita di 300 Mila Posti di Lavoro. Per Falso Made in Italy si intendono prodotti agroalimentari dei quali la pirateria internazionale copia colori, località immagini, denominazioni, e soprattutto ricette che somigliano ma nulla hanno a che fare con le produzioni italiane; ed ora la situazione è aggravata dai Dazi USA imposti da Trump nei confronti dell’Unione Europea, che in generale viene definito un rischio per il 50% del cibo italiano esportato, senza dimenticare l’embargo russo nazione dove la fame di cibi italiani è elevatissima  portando a sua volta alla produzione locale di molti cibi taroccati. Dal Salame Italia, alla Mozzarella Casa Italia, all’Insalata Buona Italia, alla Rabiola e così via. Un deleterio protezionismo, che per quanto riguarda gli USA dal canto loro li vede minacciare dazi sui prodotti alimentari  europei per un valore pari ad 11 Miliardi di Euro, con notevole impatto sulle produzioni italiane quali i Vini Prosecco e Marsala, i formaggi,  olio d’oliva, agrumi, uve, marmellate e succhi di frutta, acqua e superalcolici, che ovviamente comporterebbero un forte aumento dei prezzi dei prodotti italiani, negli Stati Uniti rendendo molto più competitive le imitazioni locali; che  già oggi raggiungono il 90% ad esempio dei formaggi pseudo italiani ma in realtà prodotti in Wisconsin, California, New York. Come il Parmesan al Romano senza latte di pecora, dall’Asiago al Gorgonzola, fino al Fontago improbabile mix di Asiago e Fontina; ma pure l’Olio Pompeian Made in USA, le imitazioni dei Prosciutti di Parma e San Daniele, la Mortadella di Bologna, il Salame di Milano, ed il Pomodoro San Marzano prodotto in California. Al tutto si unisce la Brexit Inglese, la cui uscita dall’Unione Europea non garantirebbe più la tutela giuridica dei prodotti a denominazione d’origine aprendo la via ai falsi, come già avviene con il falso prosecco alla spina o in lattine oppure i wine kit o parmesan kit. Nonostante un Valore dell’Export Agroalimentare 2018 di 41,8 Miliardi, la Coldiretti ha affermato che 2 prodotti su 3 italiani venduti all’estero sono taroccati, cioè non originali,  e ad imitare tale produzione italiana sono i paesi ricchi non quelli poveri, con in testa Stati Uniti ed Australia. Guidano la classifica assoluta dei prodotti più copiati e falsificati il Parmigiano Reggiano ed Grana Padano, in quantità assai superiore come produzione agli originali; ma vi sono poi le imitazioni di Provolone, Gorgonzola, Pecorino Romano, Asiago, Fontina e dei salumi quali Prosciutti dal Parma al San Daniele fino alla Mortadella.

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