Arena di Verona: Madama Butterfly

//   1 settembre 2017   // 0 Commenti

110817 MadamaButterfly FotoEnnevi 5587 20170811 1024x625Nonostante siano trascorsi 113 anni, Madama Butterfly rimane oggi più che mai, un argomento di stretta attualità sociale e a mio avviso, una delle più belle, toccanti e strazianti opere liriche. Puccini inizia la stesura nel 1901 concludendola nel 1904 e scegliendo questo soggetto, dopo aver assistito nel Giugno del 1900 alla tragedia di Madame Butterfly di David Belasco, a sua volta tratta da un racconto dell’americano John Luther Long del 1898. Il compositore di Lucca ne traccia un dramma psicologico così antesignano e introspettivo, da risultare quasi estraneo al pubblico di inizio Novecento, al punto che la Prima meneghina del 17 Febbraio 1904, si rivela un fiasco colossale. Una delle sorelle di Puccini scrive infatti al marito: “Siamo arrivati in fondo non so come, il secondo atto non l’ho sentito affatto e prima che l’Opera finisse siamo scappati dal Teatro”. Ma si sa, gli artisti, gli scrittori, i pensatori…riescono sempre a “leggere” in anteprima gli eventi sociali che ne seguiranno. Solo tre mesi dopo, infatti, al Teatro Grande di Brescia, l’Opera ottiene il meritato successo di cui gode ancora oggi.
E’ certo poi che l’Arena di Verona contribuisce in modo sublime ad accentuarne il successo, tant’è che dal 1978, quest’Opera è andata in scena in sei diverse edizioni e con 71 rappresentazioni. Jader Bignamini, che ha diretto in modo esemplare tutte le sei serate ha detto: “nonostante il Titolo sia stato esplorato più volte, l’Arena di Verona mette sempre in risalto tutti i pregi di questa lirica”; mi definisco un Direttore noioso, anche se a noi non è parso, i difetti potrebbero avvenire dalle abitudini, anche se a noi queste abitudini alimentano piacevolmente lo spirito. Bignamini, che ha esordito lo scorso anno con la Traviata di Verdi prosegue: “qui in Arena ho trovato un livello molto alto dei Maestri d’orchestra e mi sono trovato benissimo con ognuno di loro”.
Preziosi, raffinati e ricercati, i costumi proposti da Emi Wada, in solenne armonia e in simbiosi con la storia ed il costume nipponico. Maria Grazia Garofoli, interpreta i movimenti coreografici, nello spirito grazioso ed educato tipicamente giapponese, ma il mio plauso incondizionato va alla regia e alla scenografia di Zeffirelli che sa sempre cogliere gli spazi, le mosse e i colori con armonia ineguagliabile, lasciandoti stupito per la grazia e creatività che solo lui sa esprimere.
…Ma veniamo alla trama. La flotta statunitense fa sosta a Nagasaki. Il Tenente Pinkerton (Gianluca Terranova), ha appena acquistato una piccola casa sulla collina che domina il porto e tramite il sensale di matrimoni, Goro (Francesco Pittari), si è procurato con poco denaro e secondo il rito giapponese, una moglie giapponese, una giovane Geisha, Cio-Cio-San (Hui HE), detta Butterfly.
In attesa che arrivi la moglie, a Pinkerton, vengono presentati i domestici tra cui la cameriera Suzuki (Anna Malavasi). Presenzia anche il Console americano Sharpless (Alberto Gazzale), al quale il tenente spiega che lo intriga l’ingenuità di Cio-Cio-San, che il matrimonio è un gioco, che si gode a fare il vagabondo e a sprezzare le regole e che potrà ripudiarla quando vorrà. Il Console colpito da questo cinismo e leggerezza gli fa una paternale, ma per tutta risposta Pinkerton brinda al giorno in cui si sposerà per davvero con una americana. Nel frattempo arriva Cio-Cio-San che racconta ai presenti che la madre è povera, il padre è morto e quindi lei si è dovuta rassegnare, a soli 15 anni, a fare la Geisha e di nascosto dai familiari dice a Pinkerton di essersi fatta cristiana per accumunare la fede. Ma durante il matrimonio arriva Bonzo (Deyan Vatchkov), lo zio di Cio-Cio-San, che maledice la nipote per aver rinnegato la sua fede.
…Ottima la prestazione del Tenore Terranova che sa recitare e muoversi con disinvoltura, così come, nello spaziare in orizzonti di molteplici titoli. Hui He ha dimostrato di essere una Soprano eclettica, usando acuti con disinvoltura e modellando frasi come: “noi siamo gente avvezza alle cose umili e silenziose” dove riesce ad esprimere la leggerezza di voce di una “farfalla”, entrando così nel cuore della gente. Bravo Gazzale, anche se il vento della sera, ha fatto disperdere qualche parola, brillante Pittari nella voce e nel colore della sua parte.
A questo punto Pinkerton ordina a tutti di andarsene e consola Butterfly che nel frattempo si era appartata a piangere disperatamente a causa dell’abbandono dei familiari e degli amici e mentre la notte scende dolcemente, il Tenente stringe la giovane Geisha con passione e vincendone ogni titubanza la porta all’interno della casa. Trascorrono tre anni e Pinkerton riparte per l’America con la promessa di tornare, Suzuki prega perché Cio-Cio-San non pianga, ma tenta di convincerla ad aprire gli occhi, a pensare che il suo sposo potrebbe anche non tornare più, visto che da oltre sei mesi di lui non ha più notizie; ma la giovane continua ad aspettarlo con fiducia incrollabile. Nel frattempo, accompagnato da Goro, arriva il Console. Ha con sé una lettera in cui Pinkerton gli annuncia il suo arrivo e lo prega di informare Cio-Cio-San di essersi sposato con ana americana. Il console sta per leggerle la lettera, quando arriva il Principe Yamadori (Nicolò Ceriani), un ricco pretendente, che vorrebbe sposarla. Ma Butterfly, nonostante sia sull’orlo della miseria, rifiuta la proposta di matrimonio. Il Console cerca ancora di leggerle la lettera ma lei non vuole sentirne il contenuto, fino a quando non le chiede cosa farebbe se Pinkerton non dovesse più tornare. Cio-Cio-San gli risponde che tornerebbe a fare la Geisha o morire. Il Console insiste che dovrebbe pensare più a sé stessa e a sposare il ricco Yamadori, ma quando Butterfly gli mostra il bambino biondo avuto dal Tenente americano, rinuncia e se ne va profondamente turbato, mentre un colpo di cannone annuncia che una nave da guerra è entrata in porto. Con un canocchiale Cio-Cio-San riconosce che è la nave di Pinkerton. La sua gioia è immensa, addobba tutta la casa di fiori, indossa l’abito di nozze e con l’abito e il bambino si prepara ad accoglierlo. E’ l’alba, il Tenente arriva con la moglie Kate (Alice Marini), ha saputo del figlio e vuole prenderlo e portalo con sé in America, a quel punto il Console chiede a Suzuki di aiutarlo a preparare Cio-Cio-San al colpo, ma la cameriera non trova il coraggio di avvertirla, a quel punto Pinkerton, sopraffatto dal rimorso, dà l’addio a quella casa piena di ricordi e vigliaccamente decide di andarsene senza rivederla.
Cio-Cio-San sentendo delle voci, si precipita credendo di trovare Pinkerton, trova invece il Console americano insieme ad una donna straniera e… capisce tutto in un attimo.
Butterfly rimane impietrita, non piange, non grida e senza che la richiesta le venga fatta apertamente, accetta di consegnare il figlio a patto che il padre (Pinkerton) venga a prenderselo di persona.
Butterfly, rimasta sola, rivolge un ultimo straziante addio al figlio e mentre il bambino torna a giocare e Pinkerton arriva, chiamandola da distante, si uccide.
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