Arena di Verona, consuntivo con successo ma tante cose ancora da fare

//   9 settembre 2017   // 0 Commenti

download73Da due millenni l’Arena di Verona, pur essendo calpestata da milioni di persone, il suo “fisico” è rimasto ancora intatto e infatti arterie e polmoni (vie e spazi), risultano finora in salute. La situazione finanziaria invece, in coma da molti anni, ha rasentato il tracollo-fallimentare nel 2015. Nel 2016, sotto la lente del Commissario Straordinario Carlo Fuortes e l’abilità, la tenacia e la passione del Sovrintendente Giuliano Polo, è entrata in sala di rianimazione, subendo contemporaneamente un intervento urgente in sala operatoria. Attualmente la situazione risulta sotto controllo e la prospettiva, pare, sia di una cartella clinica in deciso miglioramento.
Prima di sciorinare numeri, forniti dal Prof. Giuliano Polo, nella affollata conferenza stampa, ho voluto dare questa “immagine ospedaliera”, poiché penso esprima meglio la raffigurazione della situazione in cui ha vissuto e sta vivendo la Fondazione Arena di Verona. Penso anche, che le gestioni precedenti, prima di essere assegnate a persone per curare, gestire e amministrare la Fondazione, avrebbero forse dovuto essere prima “curati” loro stessi, visto che il debito passivo lasciato negli anni e fino alla fine del 2016 risulta di 26,5 milioni di euro; anche se la gestione dell’anno 2016 risulta essere positiva per 367.000 euro, una piccola goccia che dà speranza ad una auspicabile inversione di rotta.
Purtroppo (mal comune mezzo gaudio), la situazione delle Fondazioni italiane (consuntivo 2016), rimane passiva per 431 milioni di euro e giusto per citarne alcune, le maggiori risultano: Musicale fiorentino 62,7 milioni di euro, Scala Milano 53,6, Opera di Roma 53, San Carlo Napoli 43,6, Felice di Genova 39,7, Comunale di Bologna 28,3, Regio di Torino 27,8, Verdi di Trieste 27,1… questi 8 enti, più quello sopra citato, rappresentano l’80% del debito totale delle 14 Fondazioni italiane e per dare un quadro degli ultimi cinque anni si è passati da un debito di 340 milioni del 2012, agli attuali 431 (fonte Il Sole 24 Ore del 31/8).
A quanto sopra detto va però a mio avviso aggiunta una considerazione: è un vero peccato, ma le parole più giuste da usare sarebbero (assurdità, amarezza, delusione, indignazione, impotenza, sottomissione, follia, pazzia…), sapere che vengano spesi miliardi di euro per immigrati non autorizzati e non giustificati e non vengano spesi 431 milioni di euro per i nostri Teatri che sono la nostra storia, la nostra cultura, l’arte, l’anima e il patrimonio del nostro paese. Dalla nascita di Roma, al Medio Evo e fino ai giorni nostri, questo patrimonio, ha contribuito a rendere questa Italia una Nazione che non ha pari al mondo, ma che con tutta probabilità non avrà più la forza né morale, né economica di assolvere la volontà, le aspettative e i reali bisogni degli italiani.
Ma torniamo all’Arena di Verona ed ai suoi risultati del Festival Lirico del 2017. Le 48 serate di spettacoli hanno richiamato dal 23 Giugno al 27 Agosto oltre 380.00 persone. L’incasso ha superato i 22,5 milioni di euro (700 mila euro in più rispetto al 2016), con un incremento di oltre il 3% e con una media di presenze a sera di 7.934 spettatori. Se teniamo conto che nel 2016 le serate furono 54, è facile intuire che le minori serate del 2017 (48) e con un introito totale maggiore, dovrebbero aver generato decisamente più utili.
In dettaglio:
Nabucco (12 recite) ha avuto una media di 7914 persone a sera con un incasso di quasi 6 milioni di euro.
Aida versione storica (9 recite), media di 8052 persone a sera e un incasso di 4,3 milioni di euro.
Aida versione futuristica (8 recite), media di 6960 persone a sera con incasso di 3,4 milioni di euro.
Rigoletto (5 recite), media di 7959 persone a sera con incasso di 2,3 milioni di euro.
Madama Butterfly (6 recite), media di 8282 persone a sera con incasso di 3 milioni di euro.
Tosca (5 recite), media 7234 persone a sera con incasso di 2 milioni di euro.
Roberto Bolle and Friends (unica serata) con 13073 persone incasso di 622.000 euro.
Placido Domingo in Antologia de la Zurzuela (unica serata) con 11815 persone incasso di 894.000 euro.
IX Sinfonia di Beethoven (unica serata) con 7164 persone incasso di 250.000 euro.
Ma al di là dei numeri sopra esposti, sono convinto, per la mia esperienza per aver diretto molte aziende nel settore privato, che i costi del personale (ma non solo), rappresentino la voce più consistente. Se posso dare un consiglio, visto che amo la Lirica, l’Arena e le manifestazioni culturali in genere, mi armerei di quella umile e ferrea volontà nell’andare a vedere tutte le voci di spesa, anche le più piccole, chiedendomi per ognuna di loro cosa si può fare in alternativa, meglio e a minor costo. Radunerei tutto il personale, dirigenti e non, chiederei a tutti loro di fornirmi entro 20 giorni delle proposte per ottenere riduzioni di costi con la condizione di non snaturarne la qualità. Premierei i risultati e le proposte che generano profitto, assumerei personale a contratto a termine, stipendiandolo con il 70% di fisso ed il 30% sui risultati ottenuti in funzione degli obbiettivi. Se necessario, così come avviene per le fiere, creerei dei consorzi/sinergici con lo scopo di ridurre i costi, anche a costo di fonderli. Ho elencato solo pochissime cose delle tantissime che si potrebbero fare, in sostanza mi divertirei a trovare soluzioni per il bene degli spettatori e per la riduzione del peso economico alla comunità. Lavorare nel mondo dell’arte, della musica e della creatività è la cosa più bella e affascinante, richiede grande impegno mentale ma ricompensa di immensa soddisfazione, ad una condizione: che si raggiungano gli obbiettivi, altrimenti il rischio è di diventare dei frustrati.
Il Sovrintendente Giuliano Polo, tiene a sottolineare che questo vuole essere l’anno zero. Dopo il commissariamento e la chiusura dell’attività durata due mesi, non è stato facile rimettere in moto la macchina organizzativa, ridare fiducia alle persone e motivarle per una nuova sfida.
L’impegno, la capacità e la passione traspare evidente ed ancor più evidente risulta la sfida di dimostrare al passato che si può: We can!
L’Arena Opera Festival si conferma una delle grandi eccellenze culturali a livello internazionale, con il suo staff di altissima capacità tecnica, che sa portare in scena un’Opera diversa ogni sera. Un grande plauso va dato a coro, orchestrali, maestranze e a tutto il personale che si è prodigato con entusiasmo, dedizione e passione per la riuscita di questo spettacolo sotto le stelle tra i più emozionanti al mondo. La Fondazione Arena deve continuare e noi facciamo uno sfrenato tifo per Lei.


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