Approvato il Resoconto intermedio di gestione consolidato al 30 settembre 2017

//   9 novembre 2017   // 0 Commenti

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CET1 ratio Fully Phased pari al 13,81% in significativo aumento di oltre 60 bps da giugno scorso (13,17%) a conferma di una solidità patrimoniale ai vertici del sistema bancario italiano. A seguito del completamento, nel trimestre, di talune attività richieste dalla BCE all’atto della validazione dei modelli interni è stata autorizzata la rimozione dell’add-on sulle attività ponderate per il rischio

 

Utile netto del periodo pari a € 149,0 milioni a fronte di € 101,2 milioni al 30 settembre 2016. Sul risultato hanno influito rilevanti componenti non ricorrenti[i], tra cui si segnalano le svalutazioni sulle quote del Fondo Atlante e per gli interventi di sostegno al sistema bancario previsti dal FITD-SV per un importo complessivo pari a € 82,4 milioni e il badwill generato dall’acquisizione di Nuova Carife pari a € 130,7 milioni

 

Continua il trend di miglioramento dell’asset quality grazie alla forte riduzione dei flussi in ingresso a crediti deteriorati ed al significativo aumento delle coperture:

-       flussi in ingresso a crediti deteriorati da “bonis” in forte calo del 56,7% a/a e default rate pari all’1,9% annualizzato, valore tornato ai livelli pre-crisi;

-       flussi in ingresso a sofferenza in diminuzione del 12,7% a/a;

-       incidenza dei crediti deteriorati lordi al 20,8% in calo per il quinto trimestre consecutivo                (-270 bps dal 23,5% di giugno 2016);

-       ulteriore incremento del coverage ratio dei crediti deteriorati che ha raggiunto il 47,7% dal 44,5% di fine 2016

 

Risultato della gestione operativa, al netto delle componenti non ricorrenti e a parità di perimetro, in crescita del 2,4% a/a, in presenza di una limitata flessione della redditività operativa (-1,0% a/a) più che controbilanciata dalla significativa diminuzione dei costi operativi (-3,1% a/a). Il costo del credito annualizzato del periodo risulta pari a 117 bps mostrando un sensibile calo nel terzo trimestre (19 bps ovvero 77 bps annualizzato)

 

Impieghi netti alla clientela in crescita pari a € 46,9 miliardi, di cui € 1,3 miliardi relativi a Nuova Carife, con un andamento particolarmente positivo delle erogazioni di mutui residenziali con un incremento di oltre il 30% rispetto ai primi nove mesi del 2016

 

Raccolta complessiva, inclusiva del comparto Bancassurance, pari a € 89,5 miliardi, di cui € 3,4 miliardi riferibile a Nuova Carife, in aumento del 5,3% da fine 2016, con una componente di raccolta diretta pari a € 49,3 miliardi (€ 1,8 miliardi riferibili a Nuova Carife) e una raccolta indiretta e Bancassurance di € 40,2 miliardi (€ 1,6 miliardi da Nuova Carife). Particolarmente positivo il trend della raccolta netta gestita pari a € 1,6 miliardi nel periodo, più che raddoppiata rispetto allo stesso periodo dello scorso anno

 

Il Consiglio di Amministrazione ha approvato l’NPE Strategy 2018-2020 per la gestione dei crediti deteriorati delineando le principali azioni che consentiranno un miglioramento sostanziale della qualità del credito. Tra le più rilevanti iniziative previste, come già annunciato al mercato in occasione dell’approvazione dei risultati semestrali, è incluso un intervento straordinario sugli accantonamenti, da effettuarsi all’inizio del 2018, per un importo lordo nell’ordine di € 1 miliardo, con l’obiettivo di aumentare ulteriormente i livelli di copertura dei crediti deteriorati favorendo, in prima istanza, l’immediata diminuzione dell’NPE ratio netto, cui seguirà, attraverso operazioni di cartolarizzazione e cessione, anche la riduzione del ratio lordo mantenendo, al contempo, un solido livello di CET1 ratio

 

 

Il Consiglio di Amministrazione di BPER Banca ha esaminato e approvato in data odierna i risultati individuali della Banca e consolidati di Gruppo al 30 settembre 2017 e ha approvato le linee guida per la gestione dei crediti deteriorati per il triennio 2018-2020 (NPE Strategy 2018-2020).

Alessandro Vandelli, Amministratore delegato di BPER Banca, al termine del Consiglio di Amministrazione commenta: “Il Consiglio di Amministrazione ha valutato positivamente l’andamento del Gruppo nei primi nove mesi del 2017. L’utile netto ha raggiunto i 149 milioni, a fronte dei 101 milioni registrati nello stesso periodo dello scorso anno, mentre la solidità patrimoniale ha registrato un ulteriore importante rafforzamento, con un CET1 ratio Fully Phased ormai prossimo al 14%, ai vertici del sistema bancario italiano. Ma gli elementi più positivi hanno interessato la qualità del credito: infatti, per il quinto trimestre consecutivo cala l’incidenza dello stock dei crediti dubbi, cui si associa una rilevante diminuzione dei passaggi a credito problematico, un notevole incremento del tasso di rientro in bonis dei crediti anomali e una performance particolarmente positiva nell’azione di recupero sulle sofferenze della nostra società BPER Credit Management. Inoltre, questo quadro già di per sé positivo è completato dal significativo incremento delle coperture. Alla luce di questa positiva evoluzione, il Consiglio di amministrazione ha deciso di imprimere una forte accelerazione al processo di riduzione dei crediti dubbi, approvando le linee strategiche di intervento per il triennio 2018-2020. Dette linee prevedono in primo luogo, come già annunciato al mercato in occasione dell’approvazione dei risultati semestrali, un’azione straordinaria sugli accantonamenti su crediti all’inizio del 2018 per un importo lordo nell’ordine di € 1 miliardo. Tale importante intervento ha l’obiettivo di aumentare ulteriormente i livelli di copertura dei crediti deteriorati favorendo, in prima istanza, l’immediata e significativa diminuzione dell’NPE ratio netto e, successivamente, del ratio lordo attraverso cessione di sofferenze, anche mediante cartolarizzazioni, per un importo lordo di circa € 3,0 miliardi, mantenendo un solido ratio di CET1 superiore al 12%. A conferma dell’impegno del Gruppo in questa direzione, il Banco di Sardegna ha già avviato una fase di analisi per la cessione di larga parte delle proprie sofferenze, potenzialmente attraverso un’operazione di cartolarizzazione con utilizzo di garanzia dello Stato (GACS). Sono convinto che la strategia complessiva sul credito deteriorato approvata oggi dal CdA, unitamente alle importanti azioni gestionali ordinarie svolte dalle strutture interne, segni un punto di svolta fondamentale per il Gruppo, tracciando una precisa road-map per la soluzione definitiva del tema della qualità del credito. Infine, mi preme sottolineare  l’avvenuta sottoscrizione  con il Gruppo Unipol del nuovo accordo distributivo relativo all’attività di  Bancassurance, importante elemento nell’ambito della strategia di rafforzamento e sviluppo dei ricavi da servizi. ”.

 

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Conto economico: dati principali                                                                                                                                                                                

Il margine di interesse si attesta a € 850,3 milioni[ii] in diminuzione del 2,9% a/a principalmente a causa dei maggiori interessi passivi relativi all’obbligazione subordinata Tier 2 collocata a fine maggio scorso e al leggero calo del rendimento dell’attivo, in particolare sui conti correnti attivi e sui finanziamenti a imprese.

Le commissioni nette, pari a € 544,0 milioni[iii], risultano in crescita dello 2,1% a/a. In dettaglio, le commissioni nette relative alla raccolta gestita e “bancassurance” registrano un forte aumento del 15,6% a/a, mentre sono in calo le commissioni nette relative al business commerciale come conseguenza, in particolare, della politica di ottimizzazione delle linee di credito non utilizzate.

Il risultato netto delle attività di negoziazione (comprensivo dei dividendi pari a € 11,6 milioni) si attesta a € 82,7 milioni (€ 99,4 milioni nello stesso periodo del 2016 inclusivo di una voce dividendi pari a € 9,2 milioni) in calo del 16,8% a/a, ma in incremento del 41,3% a/a al netto delle componenti non ricorrenti presenti nei due periodi[iv]. Esso include utili netti realizzati su titoli e derivati per € 37,7 milioni, plusvalenze nette su titoli e derivati per € 30,8 milioni, e altri elementi positivi per € 2,6 milioni.

La redditività operativa risulta pari a € 1.525,2 milioni, in calo dell’1,9% a/a, ma in incremento dell’1,0% al netto delle componenti straordinarie riferibili al risultato netto delle attività di negoziazione[v] presenti nei due periodi, in presenza di un andamento positivo delle commissioni nette, del risultato netto della finanza e degli altri ricavi ai quali si contrappone un minore contributo del margine di interesse.

I costi della gestione si quantificano pari a € 947,6 milioni in leggero aumento dello 0,8% a/a, fortemente condizionati dalla presenza degli oneri riferibili al consolidamento di CR Saluzzo e Nuova Carife nel Gruppo bancario non presenti nello stesso periodo del 2016, al netto dei quali i costi operativi risultano, al contrario, in calo del 3,1%[vi]. Le spese per il personale ammontano a € 577,3 milioni in aumento dello 0,5% a/a, ma in forte diminuzione del 3,3% a/a a parità di perimetro, principalmente per effetto dell’uscita di un numero rilevante di risorse in attuazione del Piano di incentivazione all’esodo e Fondo di solidarietà previsto nel vigente Piano Industriale 2015-17, già totalmente spesato nel 2015. Le altre spese amministrative sono pari a € 309,0 milioni in lieve diminuzione rispetto allo scorso anno (-0,3% a/a), ma in forte ridimensionamento se considerate a parità di perimetro (-4,8% a/a). Gli ammortamenti su attività materiali e immateriali ammontano a € 61,3 milioni (€ 55,5 milioni nello stesso periodo del 2016).

Il risultato della gestione operativa (redditività operativa al netto dei costi della gestione) è pari a € 577,6 milioni (€ 614,1 milioni nei primi nove mesi del 2016); essa si attesta a € 588,8 milioni (€ 581,2 milioni nello stesso periodo del 2016) al netto delle componenti straordinarie presenti nei due periodi[vii], risultando in crescita del 1,3% a/a.

Le rettifiche nette su crediti e su altre attività si attestano a € 501,1 milioni (€ 409,5 milioni nello stesso periodo dello scorso anno); tale valore include due componenti non ricorrenti, contabilizzate alla voce 130 b) e c) “Rettifiche/riprese per deterioramento di attività finanziarie AFS e HTM”, per un importo complessivo pari a € 82,4 milioni, costituite da 1) l’impairment sull’intera quota versata al Fondo Atlante da questo investita in Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca (€ 52,9 milioni nel primo semestre, che si aggiunge alla svalutazione già effettuata nel quarto trimestre del 2016 per un importo pari a € 28,3 milioni, per una svalutazione complessiva pari a € 81,2 milioni che rappresenta il 92,50% delle quote fino ad oggi versate) e 2) gli interventi a sostegno del sistema bancario previsti dal FITD-SV per un importo complessivo pari a € 29,5 milioni, di cui € 8,6 milioni già spesati nel primo semestre dell’anno. In dettaglio, le rettifiche nette operate su crediti ammontano a € 413,0 milioni (€ 400,7 milioni nello stesso periodo del 2016); si segnala che, il costo del credito del terzo trimestre 2017 è tornato sostanzialmente in linea con i livelli registrati nel 2011 a dimostrazione del significativo miglioramento della qualità del credito. Le rettifiche nette per deterioramento di attività finanziarie sono pari a € 101,0 milioni (€ 12,2 milioni nello stesso periodo dello scorso anno) inclusive delle componenti straordinarie sopra menzionate. Le rettifiche nette su altre attività hanno segno positivo (riprese di valore) per    € 12,9 milioni (erano pure positive per € 3,3 milioni nei primi nove mesi del 2016). Il costo del credito del periodo risulta pari a 88 bps (117 bps annualizzato).

Gli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri si attestano a € 20,9 milioni nel periodo (€ 27,9 milioni nello stesso periodo del 2016) in calo del 25,2% a/a.

Nel primo semestre è stato contabilizzato il contributo ordinario per l’anno 2017 del Gruppo BPER al Fondo di Risoluzione Unico (“SRF”) pari a € 15,9 milioni (€ 15,1 milioni nello stesso periodo dello scorso anno). Il valore stimato del contributo ordinario al Fondo di Garanzia dei Depositi (“DGS”), accertato tra le spese amministrative e contabilizzato nel terzo trimestre 2017, risulta pari a € 20,2 milioni (€ 17,6 milioni nel terzo trimestre 2016). Si evidenzia che nello schema di conto economico riclassificato, per chiarezza espositiva, tali contributi sono esposti in una riga separata, mentre nello schema di Banca d’Italia essi sono ricompresi all’interno della voce 180 b) “Altre spese amministrative”.

Si ricorda che, al 30 giugno 2017 si è provveduto alla prima, provvisoria, contabilizzazione, ai sensi dell’IFRS3 “Aggregazioni aziendali”, della citata acquisizione di Nuova Carife. Il differenziale negativo tra prezzo di acquisto e patrimonio netto consolidato di pertinenza del gruppo acquisito è risultato pari a € 156,0 milioni. Tale importo è stato oggetto di allocazione provvisoria sulla base delle informazioni di dettaglio disponibili al momento. Il processo di Purchase Price Allocation (“PPA”) ha determinato rettifiche patrimoniali per un importo complessivo pari a € 25,3 milioni. Pertanto il beneficio complessivo dell’acquisizione, pari a € 130,7 milioni è stato registrato quale provento alla voce 240 di conto economico (c.d. badwill), la quale, nei primi nove mesi dell’anno, registra un valore complessivo pari a € 142,2 milioni.

L’utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte risulta pari a € 161,6 milioni che si confronta con un utile pari a € 145,3 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Le imposte sul reddito sono calcolate pari a € 13,5 milioni (€ 40,6 milioni nello stesso periodo del 2016).

L’utile netto complessivo del periodo si attesta a € 148,0 milioni (€ 104,7 milioni nei primi nove mesi del 2016) e comprende una perdita di periodo di pertinenza di terzi pari a € 0,9 milioni (era un utile di € 3,5 milioni al 30 settembre 2016). L’utile netto di pertinenza della Capogruppo si quantifica pertanto pari a € 149,0 milioni (€ 101,2 milioni al 30 settembre 2016).

 

Stato patrimoniale: dati principali                                                                                                                                                                                

La raccolta diretta da clientela (debiti verso clientela, titoli in circolazione e passività finanziarie valutate al fair value) si attesta a € 49,3 miliardi, che include € 1,8 miliardi riferibili all’ingresso di Nuova Carife nel Gruppo bancario, in diminuzione dello 0,6% rispetto alla fine del 2016 a parità di perimetro, principalmente per effetto della politica perseguita dal Gruppo di trasformazione della stessa in raccolta “indiretta”. Tra le diverse forme tecniche, risultano in incremento la raccolta a vista (conti correnti e depositi liberi) per € 0,4 miliardi a parità di perimetro (+1,3% rispetto a fine 2016), mentre si registra un calo nella componente obbligazionaria per € 0,3 miliardi a parità di perimetro (-4,8% da fine 2016) e nei certificati di deposito per € 0,4 miliardi a parità di perimetro (-15,2% da fine 2016). La raccolta diretta, inclusiva della quota riferita a Nuova Carife, è costituita in prevalenza da conti correnti e depositi liberi e vincolati a breve scadenza (74,0%) e obbligazioni (12,0%) di cui il 48,4% sottoscritte dalla clientela retail.

La raccolta indiretta da clientela, valorizzata ai prezzi di mercato, è pari a € 35,5 miliardi, di cui € 1,4 miliardi riferibili a Nuova Carife, in aumento del 3,8% da fine 2016 a parità di perimetro. In particolare, la raccolta gestita è pari a € 19,2 miliardi di cui € 1,0 miliardi riferibili a Nuova Carife (+11,7% da fine 2016 a parità di perimetro) e presenta una raccolta netta del periodo positiva per circa € 1,6 miliardi, più che raddoppiata rispetto ai € 0,7 miliardi dello stesso periodo del 2016. La raccolta amministrata pari a € 16,3 miliardi, di cui € 0,4 miliardi riferibili a Nuova Carife, registra una flessione del 4,1% da fine 2016 a parità di perimetro principalmente a causa dell’uscita di masse di clienti istituzionali a bassa marginalità. Il portafoglio premi assicurativi riferibile al ramo vita, non compreso nella raccolta indiretta, ammonta a € 4,7 miliardi di cui € 0,1 miliardi riferibili a Nuova Carife, evidenziando una crescita da inizio anno del 3,7% a parità di perimetro.

I crediti verso la clientela, al netto delle rettifiche di valore, sono pari a € 46,9 miliardi (di cui € 1,3 miliardi riferibili a Nuova Carife) in incremento dello 0,3% rispetto a fine 2016 a perimetro costante con un forte incremento delle erogazioni di mutui residenziali nel periodo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+30,6%).

L’ammontare dei crediti deteriorati netti (sofferenze, inadempienze probabili e scaduti), inclusi gli aggregati riferibili a Nuova Carife[viii], è di € 5,7 miliardi in significativa diminuzione dell’8,4% da fine 2016 con un coverage ratio complessivo del 47,7% (44,5% a fine 2016) e senza considerare l’ammontare dei “write off” su sofferenze ancora in essere (€ 0,9 miliardi) che portano l’indice di copertura al 51,9% (49,4% a fine 2016). Nel dettaglio, la componente di sofferenze nette è pari a € 2,9 miliardi in rilevante diminuzione rispetto alla fine del 2016 (-2,9%) con un livello di copertura del 59,0% (57,2% a fine 2016); inoltre, tenuto conto delle svalutazioni dirette su crediti in sofferenza (“write-off”), la copertura si attesta al 63,8% (62,9% a fine 2016). Le inadempienze probabili nette sono pari a € 2,6 miliardi in significativo calo rispetto alla fine del 2016 (-13,8%) con un livello di copertura del 26,7% in incremento di 318 bps da fine 2016; i crediti scaduti netti sono pari a € 0,1 miliardi in calo dell’8,4% dalla fine dello scorso anno con una copertura pari al 11,2% (7,8% a fine 2016).

La posizione interbancaria netta risulta negativa per € 9,7 miliardi rispetto a € 8,1 miliardi di fine 2016 ed è determinata dallo sbilancio tra i crediti verso banche di € 3,0 miliardi e i debiti della stessa natura pari a € 12,7 miliardi. L’ammontare complessivo del rifinanziamento con la Banca Centrale Europea del Gruppo BPER risulta pari a € 9,3 miliardi interamente riconducibili alla partecipazione alla seconda serie delle operazioni di rifinanziamento a più lungo termine denominata “TLTRO2” con scadenza quadriennale (€ 4,1 miliardi sottoscritti a giugno 2016 parzialmente utilizzati per il rimborso integrale del finanziamento “TLTRO1”; € 1 miliardo a fine di dicembre 2016 e € 4,2 miliardi a fine marzo 2017). Gli strumenti finanziari, utilizzabili come collaterale per operazioni di rifinanziamento sul mercato, ammontano a € 15,6 miliardi al netto dell’haircut, di cui € 2,9 miliardi disponibili ai quali si devono aggiungere circa € 1,9 miliardi di depositi disponibili presso la Banca Centrale Europea.

Le attività finanziarie ammontano complessivamente a € 15,5 miliardi, di cui € 0,2 miliardi riferibili a Nuova Carife, in incremento del 11,4% a parità di perimetro rispetto alla fine del 2016, e sono pari al 22,0% del totale attivo. I titoli di debito rappresentano il 94,2% del portafoglio complessivo e ammontano a € 14,6 miliardi: di essi, € 6,3 miliardi sono riferiti a titoli governativi, di cui € 5,6 miliardi di titoli di Stato italiani.

A fronte delle attività disponibili per la vendita (“AFS”) pari a € 12,0 miliardi, sono complessivamente presenti riserve da valutazione positive per € 120,3 milioni, al netto della relativa componente fiscale, come risultanza della sommatoria di riserve positive riferite ai titoli di debito, titoli di capitale e OICR per un valore di € 159,6 milioni e di riserve negative per € 39,3 milioni. In particolare, la riserva AFS riferibile ai titoli governativi in portafoglio evidenzia una plusvalenza (al netto delle imposte) di € 21,4 milioni (€ 37,3 milioni al 31 dicembre 2016). Inoltre, relativamente al portafoglio delle attività finanziarie detenute fino a scadenza (“HTM”) pari a € 2,7 miliardi, la differenza tra il fair value ed il valore di bilancio, al netto della relativa componente fiscale, risulta positiva (“riserva implicita netta”) per € 109,2 milioni.

I mezzi patrimoniali complessivi al 30 settembre 2017 ammontano a € 5,7 miliardi (+2,3% rispetto a fine 2016), con una quota di patrimonio di pertinenza di terzi pari a € 0,7 miliardi. Il patrimonio netto consolidato del Gruppo, che include il risultato del periodo, si attesta a € 5,0 miliardi, in aumento del 3,0% da fine 2016.

Il leverage ratio Basilea 3 Phased In risulta pari al 6,22% (6,13% Fully Phased), tra i migliori del sistema. Gli indici di liquidità LCR (“Liquidity Coverage Ratio”) e NSFR (“Net Stable Funding Ratio”) risultano ampiamente superiori al 100%; in particolare, al 30 settembre 2017, l’indice LCR è pari al 113,0%, mentre l’indice NSFR è stimato al di sopra del 100% (era pari al 106,3% al 30 giugno 2017 e 104,3% al 31 dicembre 2016).

Capital ratios                                                                                                                                                                                 

I ratios patrimoniali al 30 settembre 2017, calcolati tenendo conto della metodologia AIRB per i requisiti sul rischio di credito, considerano il valore dei Fondi propri inclusivo della quota di utile realizzato nel periodo, al netto del dividendo ipotizzabile per la Capogruppo BPER Banca:

  • ·       Common Equity Tier 1 (CET1) ratio Phased In pari al 14,03% (era 13,38% al 30 giugno 2017 e 13,80% al 31 dicembre 2016). L’indice calcolato in regime di piena applicazione (“Fully Phased”), è pari al 13,81% (13,17% al 30 giugno 2017 e 13,27% al 31 dicembre 2016) in significativo aumento di oltre 60 bps da giugno, in particolare grazie all’autorizzazione ricevuta da BCE, nel terzo trimestre, alla rimozione dell’add-on sulle attività ponderate per il rischio richiesto all’atto della validazione dei modelli interni nel Giugno 2016 in seguito al completamento delle attività propedeutiche;
  • ·       Tier 1 ratio Phased In pari al 14,11% (13,47% al 30 giugno 2017 e 13,89% al 31 dicembre 2016);
  • ·       Own Funds ratio Phased In pari al 16,89% (16,16% al 30 giugno 2017 e 15,21% al 31 dicembre 2016).

 

Principali dati di struttura al 30 settembre 2017                                                                                                                                                                                

Il Gruppo è presente in diciotto Regioni italiane con 1.282 sportelli bancari, di cui 98 riferibili a Nuova Carife; a perimetro costante, il numero degli sportelli risulta pari a 1.184 (in calo di 16 unità dalla fine del 2016), oltre alla Sede in Lussemburgo di BPER (Europe) International s.a.

I dipendenti del Gruppo sono pari a 11.724 (erano 12.014 unità al 30 giugno 2017), di cui 566 unità provenienti dal consolidamento di Nuova Carife (erano 841 unità al 30 giugno 2017), rispetto alle 11.635 in servizio alla fine del 2016 (-477 risorse a parità di perimetro); il rilevante calo di personale del Gruppo, a perimetro costante, è prevalentemente riferibile all’attuazione dell’accordo per l’incentivazione all’esodo e per il Fondo di solidarietà siglato con le OOSS il 14 agosto 2015 e pressoché interamente spesato a conto economico lo stesso anno, come previsto nel Piano Industriale 2015-17.

 

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NPE Strategy 2018-2020: principali azioni e targets                                                                                                                                                                                 

Il Consiglio di Amministrazione, durante la riunione odierna, ha approvato l’NPE Strategy 2018-2020 relativa alla gestione dei crediti deteriorati, delineando le principali azioni volte a migliorare in modo sostanziale la qualità del credito del Gruppo nel prossimo triennio. Tra le più rilevanti iniziative, come già annunciato al mercato lo scorso 3 agosto in occasione dell’approvazione dei risultati semestrali, è incluso un intervento straordinario sugli accantonamenti, da effettuarsi all’inizio del 2018 in concomitanza con l’introduzione dei nuovi principi contabili IFRS9, per un importo lordo nell’ordine di € 1 miliardo; l’obiettivo di tale intervento straordinario è quello di aumentare ulteriormente i livelli di copertura dei crediti deteriorati favorendo, in prima istanza, l’immediata diminuzione dell’NPE ratio netto e, attraverso operazioni di cartolarizzazione e cessione, anche del ratio lordo. L’incremento delle coperture riguarderà un portafoglio di crediti deteriorati del Gruppo, la cui selezione è attualmente in corso di finalizzazione, composto prevalentemente da sofferenze da destinare alla vendita senza impatti negativi a conto economico. In particolare, le linee strategiche prevedono la cessione di un portafoglio di sofferenze del Gruppo per un ammontare complessivo lordo di circa € 3,0 miliardi da completarsi prevedibilmente  nella prima parte del triennio: a questo proposito, è già stato annunciato al mercato l’avvio di un progetto di cartolarizzazione di sofferenze del Banco di Sardegna per una larga parte del proprio portafoglio da concludersi nel primo semestre 2018, a cui faranno seguito altre operazioni di cessione relative al portafoglio di sofferenze di BPER. L’effetto combinato delle operazioni di cessione, del significativo miglioramento dello scenario e dei trend della qualità del credito, per altro già ampiamente riscontrabile nell’esercizio in corso, e dei risultati attesi dalla gestione ordinaria dei crediti deteriorati operata dalle strutture interne al Gruppo, contribuiranno a ridurre lo stock di crediti deteriorati, nell’arco del triennio, del 35% circa rispetto ai livelli attesi a fine 2017, raggiungendo un ratio lordo e netto stimati rispettivamente in area 13,5% e 6,5% al 2020. Inoltre l’azione di incremento delle coperture consentirà di aumentare significativamente la redditività del Gruppo, già a partire dal 2018, attraverso la riduzione sostanziale del costo del credito prospettico stimata inferiore a 60 bps al 2020, in presenza di un coverage sui crediti deteriorati atteso in area 55% a tale data. L’attuale ampia dotazione di capitale del Gruppo, la sua generazione organica derivante dal sostanziale incremento della redditività prospettica e i buffers patrimoniali aggiuntivi a disposizione, tra i quali si ricorda l’estensione dei modelli interni AIRB al perimetro degli attivi di Nuova Carife e le riserve implicite nel portafoglio HTM, consentiranno di mantenere un adeguato livello di patrimonializzazione e di stimare un CET1 ratio Fully Phased superiore al 12% al 2020. Infine, l’ampio perimetro di sofferenze con valori netti in linea a quelli prevalenti sul mercato consentirà alla Banca di procedere a ulteriori operazioni di vendita qualora si manifestassero condizioni particolarmente favorevoli o si ritenesse opportuno accelerare ulteriormente la riduzione dell’NPE ratio lordo.

I principali target stimati dell’NPE Strategy al 2020, ancorché da considerarsi preliminari e attualmente ancora sottoposti ad ulteriori fasi di analisi ed approfondimento, si possono come di seguito riassumere:

  • ·       riduzione dello stock lordo di NPE di circa il 35% dai livelli attesi a fine 2017 attraverso cessione di sofferenze, gestione interna del processo del credito e write-off
  • ·       NPE ratio lordo e netto rispettivamente in area 13,5% e 6,5%
  • ·       ammontare di sofferenze destinate alla vendita nel triennio, potenzialmente attraverso cartolarizzazioni, pari a un GBV di circa € 3,0 miliardi
  • ·       NPE coverage in area 55%
  • ·       CET1 ratio superiore al 12,0%
  • ·       costo del credito annualizzato inferiore a 60 bps

 

 

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Principali fatti di rilievo intervenuti successivamente al 30 settembre 2017                                                                                                                                                                                

Delibera di fusione per incorporazione in BPER Banca S.p.A. di Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara S.p.A.

In data 19 ottobre 2017, il Consiglio di Amministrazione di BPER Banca S.p.A. ha deliberato la fusione per incorporazione di Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara S.p.A., dopo che analoga determinazione è stata assunta dal Consiglio di Amministrazione di quest’ultima in data 13 ottobre 2017. 

Avvio di un progetto di cartolarizzazione di sofferenze del Banco di Sardegna

In data 20 ottobre, il Banco di Sardegna S.p.A. ha comunicato l’avvio di un’analisi in vista di un possibile deconsolidamento di larga parte dei propri crediti classificati a sofferenza, attraverso un’operazione di cartolarizzazione, con emissione di titoli ed eventuale utilizzo di garanzia dello Stato (“GACS”) per la componente senior con rating investment grade. A tal fine, il Consiglio di Amministrazione ha conferito l’incarico a Banca IMI, quale advisor/arranger, agli studi legali Orrick e RCC per la consulenza legale, nonché a Prelios Credit Servicing, quale due diligence provider e servicer.

Azione di rating da parte di Moody’s

In data 24 ottobre, l’agenzia internazionale di rating Moody’s ha confermato il rating di breve e lungo termine sui depositi di BPER Banca S.p.A. a P-3/Baa3 (l’outlook è stato rivisto da “stabile” a “negativo”) e il Baseline Credit Assessment (“BCA”) a ba3. Allo stesso tempo, Moody’s ha rivisto sia l’Issuer rating sia il rating di lungo termine sul debito senior unsecured della Banca a “Ba3” da “Ba2”, con outlook “negativo”. Moody’s afferma che la raccolta istituzionale e la liquidità di BPER rimarranno soddisfacenti. L’azione di rating è prevalentemente dovuta alla diminuzione dell’ammontare di obbligazioni “senior unsecured”, in particolare “retail”, con conseguente riduzione dello stock complessivo di strumenti di debito cosiddetti “bail-in-able”, cioè utili ai fini dell’assorbimento delle perdite nel caso di risoluzione di una banca. Tale trend, comune a molte banche italiane, è il risultato della strategia adottata negli ultimi anni, volta a trasformare parte della raccolta diretta, in particolare obbligazioni in scadenza, in depositi e prodotti di risparmio gestito. 

Rinnovo dell’accordo di Bancassurance da parte del Gruppo BPER Banca con il Gruppo Unipol

Il Gruppo BPER Banca, in data odierna, ha perfezionato il rinnovo dell’Accordo di Bancassurance con il Gruppo Unipol, per la distribuzione delle polizze assicurative ramo vita e ramo danni delle compagnie “Arca Vita”, “Arca Assicurazioni” ed “Arca Vita International”. La durata del nuovo Accordo è di cinque anni con decorrenza 1 gennaio 2018 e prevede la risoluzione anticipata al 31 dicembre 2017 dell’Accordo esistente. Le intese raggiunte con il partner assicurativo prevedono una particolare attenzione ai processi d’innovazione di prodotto e permetteranno di ampliare e rafforzare l’offerta assicurativa alla clientela e di massimizzare l’efficacia della value proposition del comparto Bancassurance del Gruppo BPER Banca. Inoltre, il rinnovo dell’Accordo rafforza la partnership strategica con il Gruppo Assicurativo Unipol e consente di accelerare la crescita di un comparto destinato a contribuire in misura significativa all’ampliamento dei ricavi da commissioni con l’obiettivo di sviluppare maggiormente la componente da servizi. Nell’ambito dell’operazione, i tre principali soci di “Arca Vita” (Unipol con il 63,39% del capitale sociale, BPER Banca con il 19,67% e Banca Popolare di Sondrio con il 14,84%) hanno rinnovato per il medesimo arco temporale dell’Accordo, i patti parasociali e le norme che regolano la circolazione delle azioni della compagnia assicurativa.

 

 

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Prevedibile evoluzione della gestione                                                                                                                                                                                 

Il livello ancora molto contenuto dei tassi di mercato e l’elevata competizione nel sistema sull’attività tradizionale di finanziamento continuano ad esercitare pressione sul margine di interesse, ancorché la positiva stagionalità sui volumi nel quarto trimestre dell’anno dovrebbe favorirne la ripresa; al contempo, un supporto ai ricavi è atteso dalla componente commissionale, con la conferma delle performance positive, già registrate nel corso dei primi nove mesi dell’anno, nel comparto dell’asset management e bancassurance e la stabilizzazione della componente relativa al business commerciale. I costi della gestione sono attesi in ulteriore graduale calo su base ordinaria, sia per quanto riguarda gli oneri del personale sia per le altre spese amministrative, beneficiando degli effetti del piano di riduzione dello staff e del graduale esaurimento degli investimenti relativi all’attuazione dei progetti del Piano Industriale. Si prevede, inoltre, che il significativo rallentamento dei flussi di nuovi crediti problematici già in atto avrà implicazioni positive sul costo ordinario del credito. L’insieme di questi fattori dovrebbe contribuire a consolidare le prospettive di redditività del Gruppo per l’anno in corso.

 

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Si precisa che – con riferimento alle  disposizioni normative intervenute con modifica del TUF (D.Lgs. 25 del 15 febbraio 2016), a seguito della Direttiva europea 2013/5/UE (Trasparency II) e della successiva Delibera Consob n. 19770 del 26 ottobre 2016 – BPER Banca ha deciso su base volontaria di provvedere, in continuità con il passato, alla pubblicazione del Resoconto intermedio di gestione consolidato del Gruppo al 31 marzo e al 30 settembre di ciascun anno. Si specifica che il Resoconto intermedio di gestione consolidato del Gruppo BPER al 30 settembre 2017 è oggetto di verifica da parte della Società di revisione incaricata solo ai fini della determinazione dell’utile consolidato realizzato per l’inclusione nel capitale primario (CET1) a fini regolamentari .

 

Il documento sarà disponibile a breve presso la Sede sociale, sui siti internet della Banca e del Gruppo (www.bper.it e www.gruppobper.it), di Borsa Italiana S.p.A. e del meccanismo di stoccaggio autorizzato (www.1info.it).

Ad integrazione delle informazioni riportate, si allegano i prospetti su base consolidata di Stato patrimoniale e di Conto economico (in versione trimestralizzata ed anche riclassificata) al 30 settembre 2017, oltre ad un riepilogo dei principali indicatori.

 

Modena, 8 novembre 2017

 

L’Amministratore delegato

Alessandro Vandelli

 

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Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Marco Bonfatti, dichiara, ai sensi dell’art. 154-bis, comma 2, del D.Lgs. n. 58/1998 (Testo unico della Finanza), che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.



[i]Principali proventi e oneri non ricorrenti dei primi nove mesi del 2017 e dei primi nove mesi del 2016.

Primi nove mesi 2017.

1) Al 30 giugno si è provveduto alla prima, provvisoria, contabilizzazione, ai sensi dell’IFRS3 “Aggregazioni aziendali”, della citata acquisizione di Nuova Carife. Il differenziale negativo tra prezzo di acquisto e patrimonio netto consolidato di pertinenza del gruppo acquisito è risultato pari a € 156,0 milioni. Tale importo è stato oggetto di allocazione provvisoria sulla base delle informazioni di dettaglio disponibili al momento. Il processo di Purchase Price Allocation (“PPA”) ha determinato rettifiche patrimoniali per un importo complessivo pari a € 25,3 milioni. La contabilizzazione di tali componenti ha generato una fiscalità differita pari a € 3,1 milioni. Pertanto il beneficio complessivo dell’acquisizione è stato pari a € 130,7 milioni registrato quale provento alla voce 240 di conto economico (c.d. badwill) che al netto della fiscalità differita risulta pari a € 133,8 milioni

2) In data 30 giugno 2017, BPER Banca ha ceduto a favore di ICBPI la totalità della quota partecipativa nella società Bassilichi Spa pari al 9,91% del capitale (n. azioni 234.611) per un corrispettivo complessivo di € 11,2 milioni, realizzando una plusvalenza, al lordo dell’effetto fiscale, pari a € 6,9 milioni (da assoggettare a tassazione agevolata “pex”)

3) La voce Rettifiche di valore su titoli AFS (130 b di conto economico) comprende l’impairment sull’intera quota versata al Fondo Atlante da questo investita in Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca (€ 52,9 milioni nel semestre, che si aggiunge alla svalutazione già effettuata nel quarto trimestre del 2016 per un importo pari a € 28,3 milioni, per una riduzione di valore complessiva pari a € 81,2 milioni, che rappresenta il 92,50% delle quote fino ad oggi versate)

4) La voce Rettifiche di valore su titoli AFS (130 b di conto economico) comprende l’impairment sulla quota residua del contributo versato al FITD-SV a fronte dell’intervento a favore di CariCesena (€ 8,6 milioni, di cui € 0,2 milioni già contabilizzati nel primo trimestre 2017, che si aggiunge alla svalutazione già effettuata nel quarto trimestre del 2016 per un importo di € 2,5 milioni)

5)Contributi straordinari FITD-SV Schema Volontario (CariCesena, Carim e Carismi) per € 20,9 milioni

6) Perdite da cessioni su crediti (voce 100 a di Conto economico) per € 18,2 milioni

 

Primi nove mesi 2016.

1) e 2) Alla fine dello scorso esercizio il Gruppo americano VISA Inc. aveva comunicato l’intenzione di rilevare integralmente la ex controllata VISA Europe che vedeva, nel proprio corpo societario, anche Banca di Sassari e CartaSi, controllata da ICBPI, il cui controllo veniva contemporaneamente ceduto dalle varie banche partecipanti, tra cui BPER Banca. Il contratto di cessione della quota azionaria dell’ICBPI prevedeva, proprio in riferimento all’operazione VISA, una clausola di earn-out con scadenza entro il quinto anno successivo all’esecuzione della cessione, con la determinazione potenziale di un corrispettivo aggiuntivo per tenere conto di “Proventi netti VISA”. A conclusione del percorso societario e delle autorizzazioni attese dalle Autorità di vigilanza, a fine giugno VISA provvedeva al versamento del corrispettivo pattuito per la parte predominante cash a cui si aggiungeva una quota in azioni e un’ulteriore quota cash con pagamento differito a 3 anni. Dalla suddetta cessione Banca di Sassari realizzava quindi una plusvalenza, registrata al 30 giugno 2016 per circa € 20,8 milioni. Dalla cessione, anche CartaSì ha potuto realizzare un’importante plusvalenza, a fronte della quale nasceva l’obbligo di versare a BPER entro l’anno, nei termini contrattuali previsti, la quota ad essa spettante a titolo di earn-out. Al 30 settembre BPER procedeva quindi ad accertarne una quota ritenuta già certa pari a € 12,1 milioni. Complessivamente, quindi, l’ammontare di proventi straordinari riferibili all’operazione descritta e contabilizzati al 30 settembre 2016 alla voce 100 b) di conto economico è pari a € 32,9 milioni (con un fiscalità accertata pari ad € 7,7 milioni)

 

Proventi e oneri non ricorrenti al 30 settembre 2017 (€/milioni)

DescrizioneVoce Conto economico

1Q17

2Q17

3Q17

Totale 2017

1) Differenziale patrimoniale positivo generato dall’operazione Nuova Carife (“ Badwill”)240  – Utile/perdite delle partecipazioni+130,7+130,7
2)  Plusvalenza per cessione partecipazione in Bassilichi Spa100 b) – Utile da cessione di att. fin. AFS+6,9+6,9
3)  Impairment quota Fondo Atlante 130 b) Rettifiche di att. fin. AFS-17,0-35,9-52,9
4)  Impairment integrale quota investita dal FITD-SV in CariCesena130 b) Rettifiche di att. fin. AFS-0,2-8,4-8,6
5) Contributi straordinari FITD-SV Schema Volontario (CariCesena, Carim e Carismi)130 b) Rettifiche di att. fin. AFS-20,9-20,9
6)  Perdita da cessione di crediti100 a) Perdita da cessione di crediti-0,5-12,6-5,1-18,2

Totale proventi e oneri non ricorrenti

 -17,7+80,7

-26,0

+37,0

Impatto fiscale complessivo290 – Imposte+5,8+20,7+8,6+35,1

Impatto complessivo a Conto economico

-11,9+101,4

-17,4

+72,1

Con una quota riferita ai terzi pari a € -3,1 milioni

 

Proventi e oneri non ricorrenti al 30 settembre 2016 (€/milioni)

DescrizioneVoce Conto economico

1Q16

2Q16

3Q16

Totale 2016

1) Plusvalenza per cessione partecipazione in VISA da parte di Banca di Sassari100 b) – Utile da cessione di att. fin. AFS+20,8+20,8
2) Earn-out per la cessione di ICBPI (Cartasì – vedi sopra la descrizione dell’operazione)100 b) – Utile da cessione di att. fin. AFS+9,4+2,7+12,1

Totale proventi e oneri non ricorrenti

  30,2

+2,7

32,9

Impatto fiscale complessivo290 – Imposte-7,5-0,2-7,7

Impatto complessivo a Conto economico

 +22,7

+2,5

+25,2

Con una quota riferita ai terzi pari a € -1,5 milioni

 

Inoltre, si elencano di seguito i contributi ai Fondi di Risoluzione e Garanzia dei depositi per i primi nove mesi del 2017 e i primi nove mesi del 2016:

 

Primi nove mesi 2017 (€/milioni)

DescrizioneVoce Conto economico

1Q17

2Q17

3Q17

Totale 2017

Contributi ordinari al Fondo di Risoluzione Unico (“SRF”)180 b) – Altre spese amm.ve-18,0+2,1-15,9
Contributi ordinari al Fondo di Garanzia dei Depositi (“DGS”)180 b) – Altre spese amm.ve  -20,2-20,2

Totale oneri

 

-18,0+2,1

-20,2

-36,1

Impatto fiscale complessivo290 – Imposte+6,0-0,7+6,7+12,0

Impatto complessivo a Conto economico

-12,0+1,4

-13,5

-24,1

Con una quota riferita ai terzi pari a € 2,3 milioni.

 

Primi nove mesi 2016 (€/milioni)

DescrizioneVoce Conto economico

1Q16

2Q16

3Q16

Totale 2016

Contributi ordinari al Fondo di Risoluzione Unico (“SRF”)180 b) – Altre spese amm.ve-15,0-0,1-15,1
Contributi ordinari al Fondo di Garanzia dei Depositi (“DGS”)180 b) – Altre spese amm.ve-17,6-17,6
Contributi netto FITD-SV per TercasValore netto calcolato come differenze di altre voci di Conto economico-0,3-0,3

Totale oneri

 

-15,0-0,1

-17,9

-33,0

Impatto fiscale complessivo290 – Imposte+5,0-0,03+5,9+10,9

Impatto complessivo a Conto economico

-10,0-0,1

-12,0

-22,1

Con una quota riferita ai terzi pari a € 2,2 milioni.

 

[ii]Il margine di interesse del primi nove mesi del 2017 include il beneficio di competenza derivante dalla partecipazione alle emissioni di “TLTRO2” -“Targeted Longer Term Refinancing Operations-II” pari a € 23,8 milioni (€ 9,4 milioni nel terzo trimestre 2017, € 9,3 milioni maturati nel 2 trimestre 2017, € 5,1 milioni nel primo trimestre 2017). Si ricorda che nel quarto trimestre del 2016, il margine di interesse includeva il beneficio di competenza dell’intero esercizio 2016 derivante dalla partecipazione alle emissioni di “TLTRO2” -“Targeted Longer Term Refinancing Operations-II” calcolato pari a € 8,3 milioni; la quota di competenza del solo quarto trimestre 2016 era pari a € 4,2 milioni (per ulteriori dettagli, si veda anche il paragrafo sulla Posizione interbancaria netta a pag. 5). Inoltre, il margine di interesse al 30 settembre 2017 include una quota riferibile al consolidamento di CR Saluzzo e Nuova Carife (presente solo nel terzo trimestre del 2017) all’interno del Gruppo bancario, non presenti nello stesso periodo del 2016, pari rispettivamente a € 9,8 milioni e € 5,6 milioni.

[iii]Le commissioni nette dei primi nove mesi del 2017 comprendono una quota riferibile al consolidamento di CR Saluzzo e Nuova Carife (presente solo nel terzo trimestre 2017) all’interno del Gruppo bancario, non presenti nello stesso periodo del 2016, pari rispettivamente a € 5,6 milioni e € 6,7 milioni.

[iv]Vedi nota 1

[v]Vedi nota 1

[vi]I costi operativi dei primi nove mesi del 2017 comprendono  la quota riferibile al consolidamento di CR Saluzzo e Nuova Carife (presente solo nel terzo trimestre 2017) all’interno del Gruppo bancario, non presenti nello stesso periodo del 2016, pari rispettivamente a € 14,9 milioni (spese per il personale pari a € 9,4 milioni, spese amministrative per € 5,2 milioni e ammortamenti per € 0,3 milioni) e € 21,7 milioni (spese per il personale pari a € 12,5 milioni, spese amministrative per € 8,5 milioni e ammortamenti per € 0,7 milioni).

[vii]Vedi nota 1

[viii]Al 30 settembre 2017, i crediti netti alla clientela (Voce 70 dello Stato patrimoniale consolidato del Gruppo BPER Banca) riferibile a Nuova Carife sono pari a € 1,3 miliardi (€ 1,4 miliardi lordi) costituiti da crediti in bonis netti per € 1,2 miliardi (lordi € 1,2 miliardi) e crediti deteriorati netti per € 58,7 milioni (lordi € 164,9 milioni, coverage 64,4%) di cui: sofferenze nette € 6,6 milioni (lorde € 33,6 milioni, coverage ratio 80,4%); inadempienze probabili nette € 16,2 milioni (lorde € 90,1 milioni, coverage ratio 82,1%); crediti scaduti netti € 36,0 milioni (lordi € 41,2 milioni, coverage ratio 12,7%).

 

Alessandro Vandelli Ad BPER Banca


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