Appalto arsenale di Taranto, a breve stop dei lavori sulle navi

//   2 aprile 2012   // 0 Commenti

porto taranto 300x192E’ giunta ormai oltre il livello di guardia la situazione finanziaria in cui versano le aziende operanti nell’Arsenale di Taranto: a breve le stesse dichiareranno infatti lo stop ai lavori sulle unità navali salvo risposte celeri ed esaustive da parte del Governo, investito delle difficoltà in atto attraverso una lettera che il Presidente di Confindustria Taranto ha inviato, fra gli altri, al Presidente del Consiglio Mario Monti.
A determinare il preannunciato stato di agitazione – peraltro abbastanza inconsueto fra le aziende dell’appalto Arsenale – non sono tuttavia, come si potrebbe immaginare, gli effetti della crisi. Questi ultimi, pur tangibili e pesanti, risultano infatti solo peggiorativi di una situazione venutasi a creare a seguito di una legge (del luglio 2011) che riduce da tre a due anni il cosiddetto termine di perenzione dei residui passivi relativi a spese in conto capitale.
Cosa significa? Se alle aziende non viene corrisposto il pagamento per i lavori eseguiti sulle navi entro 24 mesi (a partire dal contratto), il credito vantato dalle stesse (nei confronti dell’Amministrazione Militare) va in “perenzione”, termine tecnico per definire la reiscrizione in bilancio delle risorse.
Un passaggio che comporta – e qui sta il punto – un allungamento spropositato dei tempi, che si dilatano inevitabilmente fino a raddoppiare. Come dire, insomma, 48 mesi di attesa (quattro anni) invece che i previsti 24 per poter riscuotere i dovuti corrispettivi ai lavori effettuati.


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