App per il meteo; tra passione e ossessione

//   12 febbraio 2018   // 0 Commenti

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Lo spazio per le previsioni metereologiche in coda ai telegiornali e sulle pagine dei nostri quotidiani è sempre stato considerato come un ulteriore contenitore di informazioni, molto utile per la nostra vita quotidiana. Ma quando l’utile è diventato indispensabile?

Il tempo che fa è diventata la nostra ultima ossessione, come dimostrano i dati del web: le pagine in italiano con la parola chiave «meteo» sono 53,1 milioni.  Una statistica che si ribalta a livello internazionale: «weather» (tempo in senso meteorologico) raggiunge 1,4 miliardi di risultati, «weather forecast» (previsioni del tempo) solo 880 milioni, mentre «sex» arriva a sfiorare i 3 miliardi.

Intanto i meteoropatici crescono, un italiano su quattro soffre di «mal di tempo»: disturbi fisici o psichici che dipendono da ragioni atmosferiche. Depressione e irritabilità fino alla decisione di tapparsi in casa se la giornata è piovosa. Questi fenomeni negli anni 50 riguardavano il 5% della popolazione, oggi oscillerebbero tra il 25% e il 30%

Dopo una rapida occhiata alle nuvole, ci affidiamo ai siti meteo e alle app sui telefonini come fossero testi sacri digitali. Dopo la toiletta mediatica che riguarda i social non può mancare un’occhiata al meteo per organizzare la propria giornata ed il proprio outfit.  App come: ilMeteo, Yahoo Meteo, Meteo-Weather, IT Meteo e Radar, sono customizzate ed hanno interfacce sempre più veloci e semplificate per accrescere la propria cerchia di fruitori.

L’antropologo Marino Niola osserva: «Abbiamo la sindrome meteorologica, l’ansia da previsione. Ormai molti in televisione non guardano neanche il tg, ma solo che tempo farà. In continuazione. È una passione-ossessione, un bisogno antico, siamo vittime di questo tempo, in tutti i sensi. Abbiamo il tipico atteggiamento del mondo occidentale ricco e vittimista. Mentre in altri posti del mondo annegano tra tifoni e monsoni senza essere schiavi delle previsioni»

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