Anna Prouse, un’italiana per far rinascere la Libia post-Gheddafi

//   26 ottobre 2011   // 2 Commenti

anna prouse

Laureata in Scienze politiche, poliglotta, giornalista, due anni con la Croce Rossa in Iran, otto in Irak, la Prouse è esperta di Medioriente. Esperta, soprattutto, di ricostruzione in Paesi musulmani in cui predominano dinamiche tribali. Una donna che ha avuto il titolo di «Honorary man» dagli iracheni, per come ha guidato il Provincial Reconstruction Team di Nassirya ed è diventata Cavaliere della Repubblica nel 2009, ottenendo il riconoscimento per il suo lavoro dal Presidente Giorgio Napolitano.

La Prouse ha iniziato da poco a lavorare a Washington per l’azienda di consulenza sulle aree di crisi a governi e imprese fondata da Dave Kulcullen, che opera tra gli altri con Dipartimento di Stato e Dipartimento della Difesa americani, oltre che per Usaid, l’agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale. In Libia è già stata diverse volte e l’esperienza fatta in Irak sarà preziosa. Ora, è pronta a tornarci in un nuovo ruolo. «Partirò appena avrò il visto – spiega lei – e il mio primo incarico riguarda le elezioni. In tre di quelle in Irak sono stata osservatore. È un momento decisivo, che getta le basi per il futuro. Bisognerà capire come aiutare il governo locale ad organizzarle e accreditarsi nel nuovo sistema politico. Prima di investire nel Paese bisogna comprenderne la realtà, chi avrà in mano il potere, quali possono essere i progetti di ricostruzione più utili per impiegare al meglio i fondi di governi e imprese. La Libia ha il petrolio certo, ma può anche diventare una mecca per il turismo, con un patrimonio culturale che ha cinque siti archeologici dell’Unesco e un museo a Tripoli con una delle più belle collezioni di arte islamica. Serve una valutazione sul campo, vedere i danni che ci sono stati. Abbiamo già contatti con il Dipartimento di Stato e Usaid per un progetto sui media: formazione di giornalisti «indipendenti» e creazione di cinque centri per l’informazione nazionale e internazionale».

«Aiuteremo a investire in Libia – spiega la Prouse – i clienti americani, ma vogliamo esplorare anche il mercato europeo, compreso quello italiano. Ci sono aziende che hanno già operato in Libia ma hanno bisogno di assessment politici o aggiustamenti sull’assetto giuridico attuale. Altre che vogliono esplorare questo mercato per la prima volta. Secondo il concetto di «hearts and minds», grandi società petrolifere vorrebbero costruire scuole e ospedali, anche per conquistare la fiducia della popolazione, ma devono sapere con chi trattare, conoscere la mentalità araba, per evitare di sprecare fondi».


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2 COMMENTS

  1. By Tonia Malerba, 20 agosto 2017

    E’ solo una truffatrice, andate a vedere quello che ha combinato in Iraq, leggete l’articolo di P. Zanuttini sul Venerdi’ di Repubblica, che appunto e’ andata li’.

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    • By Gabriele, 20 agosto 2017

      Salve Tonia, su quale numero del Venerdi’ di Repubblica è stato pubblicato l’ articolo di P. Zanuttini relativo ad Anna Prouse? Grazie

      Rispondi

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