ANCE denuncia, gara al massimo ribasso nel comune di Lizzano

//   24 marzo 2012   // 0 Commenti

ance confindustriaUna gara bandita con il criterio del massimo ribasso e nell’ambito della stessa la richiesta di sottoscrizione, pena esclusione dalla gara, del protocollo d’intesa siglato in Prefettura per la legalità. Una contraddizione che sentiamo di dover porre in evidenza chiedendo all’amministrazione comunale che se n’è fatta interprete di provvedere alla sua rimozione.
E’ quanto dichiara il Presidente dell’ANCE Confindustria Taranto, Antonio Marinaro, in merito ad una gara di oltre un milione di euro (1milione 113mila 929,62 euro – ndr) bandita dal Comune di Lizzano per lavori di “realizzazione delle infrastrutture a supporto degli insediamenti produttivi”.
Il bando pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 16 febbraio e con scadenza il prossimo 28 marzo, infatti, mentre da una parte fa riferimento nelle clausole contrattuali al protocollo siglato da stazioni appaltanti, enti, istituzioni, organi di controllo, sindacati e associazioni di categoria e che pone grande attenzione ai temi della legalità nelle procedure d’appalto, dall’altro incita alla sfrenata concorrenza sul prezzo attraverso l’affidamento al massimo ribasso.
Sappiamo che dai ribassi anomali, frutto dell’accesa competizione sui costi tra imprese alcune alla fame ed altre ormai preda del malaffare, si originano fenomeni di illegalità quali il sommerso e l’assenza di sicurezza sui cantieri. Proprio quelle manifestazioni di cattiva economia che con le intese in Prefettura ci siamo posti l’obiettivo di contrastare.
Quello che indigna, nella specifica circostanza di Lizzano, è che la legge, proprio per semplificare e rendere più trasparenti le gare, fino alla soglia dei 5 milioni di euro dà la possibilità alle amministrazioni di tagliare di netto i ribassi di aggiudicazione con l’automatica esclusione delle offerte anomale. Ad oggi, nonostante la nostra richiesta, l’amministrazione sta proseguendo per la propria strada, perseverando nel tagliar fuori le imprese sane e nel determinare con scelte sbagliate le condizioni per alimentare illegalità e contenzioso.
Nel Protocollo di Legalità si prevede che gli affidamenti al massimo ribasso siano comunicati alla Prefettura, affinché possano prioritariamente scattare controlli incisivi degli organismi di vigilanza ed evitare che, spenti i riflettori dell’evidenza pubblica, nella fase di cantiere si faccia a meno della legge e dei contratti collettivi, o si dispongano varianti senza i presupposti normativi al fine di rimediare agli errori in sede di gara.
Cose che sono accadute e che abbiamo il dovere di segnalare per evitare che un sistema, in forte crisi per la contrazione di risorse pubbliche, non sia dominio di imprese disinvolte grazie alla superficialità nelle scelte della stazione appaltante.
Abbiamo anche il dovere di segnalare come a Lizzano, ma non solo, si continui ad ignorare l’altro Protocollo, quello sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, sottoscritto a fine ottobre 2011 in Prefettura alla presenza dell’allora Sottosegretario Mantovano. Vi sono prescrizioni ed adempimenti importanti per le amministrazioni pubbliche firmatarie, ad oggi ignorate, che permetterebbero quel monitoraggio dei cantieri e quel fattivo presidio del territorio in grado di contrastare irregolarità e scarsa attenzione alla sicurezza dei lavoratori.

In tempi di crisi, ci sarebbe bisogno di grande impegno e senso di responsabilità. Continuiamo invece ad assistere a comportamenti pubblici inspiegabili, allo spreco di quelle poche opportunità che ancora abbiamo ed a risorse che prendono strade sbagliate.
Come ANCE non vogliamo perdere la speranza e per questo continueremo a fare la nostra parte, aperti alla collaborazione ma fermi nella denuncia di derive che non fanno bene al territorio.


Articoli simili:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *