Alzheimer: la domotica per sostenere l’assistenza domiciliare ai malati di Alzheimer

//   8 novembre 2014   // 0 Commenti

Il progetto UP-TECH riduce gli incidenti e cura l’ansia delle famiglie

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L’hi-tech utilizzato in percorsi di assistenza per le persone affette da malattia di Alzheimer soddisfa il 64% delle famiglie. Un’indagine su 438 famiglie con un malato in casa, realizzata dall’Inrca di Ancona, ha dimostrato che, nel 12,9% dei casi, il sistema tecnologico domotico adottato ha evitato il verificarsi di gravi incidenti domestici. Il progetto di ricerca-intervento Up-Tech è stato promosso dalla Regione Marche e finanziato dal Ministero del Lavoro e Politiche sociali, con l’obiettivo di sperimentare sul territorio regionale strumenti efficaci per aiutare le famiglie a gestire l’enorme problema del morbo di Alzheimer. La malattia è sempre più diffusa, con oltre 500 mila casi censiti in Italia.
“Il peso dell’assistenza per i familiari è spesso causa di stress, disturbi dell’umore, ansia, insonnia e depressione: in generale ciò significa un peggioramento della qualità di vita di tutto il nucleo familiare” spiega Fabrizia Lattanzio, direttore scientifico dell’Inrca di Ancona.
I risultati della sperimentazione sono stati molto efficaci nel fornire un’assistenza domiciliare, con l’utilizzo della tecnologia domotica. Dalla fase sperimentale si programma ora di avviare quella strutturale, potenziando l’assistenza domiciliare. Per Don Vinicio Albanesi, presidente dell’INRCA si tratta di “una grande sfida, una missione che va affrontata con coraggio, solidarietà e volontà comune. Una malattia in gran parte a carico delle famiglie che occorre aiutare con un’ efficace capacità di gestione del problema e con risposte anche mirate, perché ogni storia di malattia di Alzheimer è unica.”
Il progetto Up Tech, basato sul coinvolgimento totale degli operatori, è stato uno dei principali laboratori nell’ambito della domiciliarità per l’Alzheimer in Italia e nel mondo, sia per dimensioni che per quantità dii interventi empiricamente testati. Articolato in un servizio su una vasta popolazione di utenti in cinque ambiti territoriali sociali marchigiani, ha avuto le caratteristiche di una ricerca scientifica, basata su protocolli predefiniti (trial clinico) per ridurre lo stress della presa in carico da parte dei familiari e ritardare l’istituzionalizzazione del paziente. Gli operatori hanno assistito famiglie e pazienti con oltre 700 visite domiciliari e il doppio di contatti telefonici. È stato creato un sistema di tecnologia domotica con sensori elettronici automatici per aprire o chiudere porte e finestre, illuminare, bloccare perdite di acqua e gas e sistemi per monitorare sonno, movimenti e salute delle con Alzheimer. Il prototipo è stato installato in 102 abitazioni con 20 famiglie coinvolte. Sarà possibile monitorare l’andamento delle attività progettuali sul sito di progetto all’indirizzo http://up-tech.regione.marche.it o http://alzheimer.regione.marche.it.

Loredana Bontempi


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