Tremonti: un Ministro non è un Dio!

//   28 luglio 2011   // 1 Commento

tremonti 1La vicenda Tremonti è ormai nota a tutti è stato in subaffitto nella casa di un suo collaboratore, quattro mila euro al mese un Ministro e il più grande tributarista italiano, con denuncie redditi studio da 5 milioni l’anno come ricordavano alla trasmissione radiofonica Zapping di Aldo Forbice su radio 1, un grande Ministro quindi un uomo e non un Dio. Come ci insegnano le scritture almeno per chi crede in Dio, di Gesù di essere predetto è uno solo, quindi Giulio Tremonti nostro valente Ministro dell’Economia come essere umano può sbagliare, come ha ammesso di essere stato imprudente ma cercava di sottrarsi alla sorveglianza di cui denunciava una forte sensazione, in un mondo dove dossier avvelenati vengono montati ad arte e spesso l’informazione ne fa eco alla ricerca dell’audience e non della verità.

Sbagliano quelli che pensano chequello che anche Bettino Craxi definiva un grande commercialista forse troppo preciso e puntiglioso, ma ci rendiamo conto di come sono messi i nostri conti? Solo il rigore della borsa chiusa, aperta solo per l’essenziale, ma non permettersi mai un rischio rende difficile avere il colpo d’ala, fare ammissione di superficialità come riportato da “Il Corriere della Sera” e da “Repubblica”, il mea culpa tremontiano è andato in onda evidenziando l’uomo, il non Dio quello che come noi tutti può sbagliare e cos’è un peccato veniale come quello dell’affitto della casa a fronte dei risultati, se contiamo di più in Europa è dovuto oltre che a tutto il Governo Berlusconi all’attività instancabile di chi come “Giulietto” nostro ha saputo fare in Europa, con quell’aria ma anche sostanza da professorino che la canta nei consensi europei perchè è ascoltato, quanti dei suoi colleghi blasonati di economie meno gravate dal debito pubblico elefantiaco italiano, avrebbero saputo fare meglio?

Il rispetto per l ‘ Italia per il suo reggete il confronto anche nelle tempeste più buie, ma abbiamo subito dimenticato che nella crisi noi siamo quelli che hanno retto meglio? Poi non abbiamo potuto rilanciarci come hanno fatto economie statali più equilibrate sul capitolo debito /incasso da noi sempre sbilanciato per la forte evasione. Quindi equilibrismi che quando il Ministro era lo studio Tremonti il primo in Italia, aveva già raggiunto il successo massimo, poi da gran rigorista sui conti ha chiuso i rubinetti, ma questa sua scivolata sulla casa, questa sua ammissione di umanità nell’ammettere l’errore lo rende più simpatico, meno algido e distante da noi mortali, avevamo bisogno del migliore sui conti per stare a galla e meglio di lui non c’era e forse non c’è, tanti nomi in giro non si sentono e il ricambio non sarebbe facile, il ricambio poi perchè? Per una scivolata, ma su anche noi non cadiamo mai nell’errore? Chi sarà mai in fondo Tremonti un uomo come tutti noi bravo e preciso, ma è questo che ci serve, ma ora serve anche una umanità disposta a rischiare a fare il colpo d’ala nell’avvio di una nuova epoca dell’ottimismo che accompagna il rischio, senza rischio i valori di crescita del nostro Pil saranno molto scarsi e le economie europee liete della nostra defaiance ci ruberanno mercato e noi perderemo terreno, non deve accadere allora, il Ministro deve fare qualcosa che trascini l’entusiasmo delle imprese che sempre cova sotto la cenere del torpore, la crisi ha già fatto tanti cadaveri ora è tempo che si rinasca e senza provvedimenti governativi che cavalchino un risorgimento economico che come ai tempi di Lorenzo il Magnifico esalti le arti italiane dove l’ingegno unito a solide basi economiche di sviluppo riporti sugli allori l’Italia in cima all’ indice paesi più industrializzati, fra quelli più ricchi nell’equilibrio Pil e ricchezza famiglie debito pubblico siamo secondi solo alla Germania, nel mondo economico più avanzato. Le imprese hanno denaro ma non lo rischiano sull’ Italia magari vanno all’estero ad intraprendere dove burocrazia e tasse non vessano l’imprenditore che comunque rischia sempre in proprio, futuro famiglia e spesso la casa, fino al suicidio nei casi di fallimenti gravi, gente che muore perchè non può dare lavoro, come le centinaia di suicidi fra chi perdendo un lavoro o non trovandolo mai, decide che non vale la pena vivere, un paese con la P maiuscola non può aspettare più, il Ministro ha il dovere di osare di andare oltre quel totale senso di responsabilità che blocca nelle teorie più avanzate l’ attuarsi del salto, nel tentativo di rilanciare l’Italia dove imprese e dipendenti aspettano l’iniezione di fiducia, meglio di Tremonti in giro in Italia e in Europa non ce ne sono tanti, noi ce l’abbiamo meglio tenerselo stretto una buccia di banana nella percentuale fortuna nella vita ci sta, teniamo i conti a posto e questo fino ad ora l’abbiamo fatto, ora lo scatto e siccome un Ministro non è un Dio può sbagliare, tentiamo allora Ministro dell’ Economia Giulio Tremonti, non è detto che non sia la volta buona.


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1 COMMENT

  1. By Giovanni74, 23 ottobre 2017

    Scusate, ma devo dirvelo: in questo articolo manca la punteggiatura.
    O si tratta di un flusso di coscienza?

    Rispondi

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