Allarme Ocse: crescita negativa per Italia e Germania. Le banche dell’area euro da ricapitalizzare

//   8 settembre 2011   // 0 Commenti

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«La manovra italiana contiene misure molto importanti che vanno nella giusta direzione». Lo ha detto nel corso di una conferenza stampa a Parigi il capo economista dell’Ocse Pier Carlo Padoan. Le misure approvate ieri dal Senato - ha affermato Padoan – sono molto importanti e vanno nella giusta direzione».

In particolare, ha aggiunto il numero due dell’Ocse a Parigi, «l’iscrizione del pareggio di bilancio nella Costituzione, l’allungamento dell’età pensionabile delle donne, e l’abolizione di fatto delle Province sono misure che dureranno nel tempo, e che daranno una sterzata giusta all’economia italiana, aumentando la credibilità e la fiducia». Padoan ha quindi sottolineato che i contenuti della manovra «sono meglio di quanto anticipato è questo è un bene. Dopo un periodo di incertezza – ha concluso – le accogliamo con favore».

”Nel G-7 il Pil crescerà meno dell’1%
“L’attività é vicina alla stagnazione” e nel G7 (escludendo il Giappone) “il Pil crescerà meno dell’1% in media nella seconda metà del 2011″, ma non é previsto uno tsunami economico come nel 2008-2009. La conclusione cui giunge l’Interim Economic Assessment dell’Ocse che, nel rivedere al ribasso le previsioni di crescita per i Paesi avanzati, sottolinea il crollo della fiducia tra aziende e consumatori dovuta al quadro economico, all’impasse politica negli Usa e alla crisi del debito sovrano.

E gli altri Paesi? Sugli Stati Uniti l’Ocse prevede un più 1,1 per cento del Pil, sempre su base annua, nel terzo trimestre, e un più 0,4 per cento nel quarto. Sulla Francia l’Ocse stima un più 0,9 per cento nel terzo trimestre e un più 0,4 peer cento nel quarto. Per la Gran Bretagna indica più 0,4 per cento e più 0,3 per cento, mentre sul Canada rispettivamente più 1 e più 1,9 per cento. Il Giappone infine con la ricostruzione del dopo terremoto segnerà un più 4 per cento del Pil nel terzo trimestre, ma poi una crescita a zero nel quartos econdo l’Ocse.

”La zona euro migliori la governance e ricapitalizzi le banche”
L’Interim Economi Assessment si sofferma anche sulla crisi del debito. Un primo passo per ridurlo é quello di attuare le decisioni previste dall’accordo del 21 luglio, ma per ristabilire la fiducia e fermare il contagio, dovrebbe essere migliorata la governance della zona e dovrebbe essere rafforzata la patrimonializzazione delle banche a fronte della loro esposizione ai Paesi dell’area in difficoltà. In generale, sotto il profilo della politica fiscale e strutturale, l’Ocse nota che nella prospettiva di un prolungato rallentamento dell’attività, i Paesi che hanno i conti pubblici più in ordine “sono in una migliore posizione per reagire e dovrebbero farlo”, mentre per quelli con spazi di bilancio pubblico limitati le opzioni sono ristrette e alcuni, anzi, “devono stringere” i cordoni della borsa nel bel mezzo di un rallentamento economico. L’Organizzazione raccomanda di varare riforme strutturali favorevoli alla crescita, perché hanno un impatto positivo sulle entrate pubbliche, sulla spesa primaria e sulla dinamica del debito, riducendo al tempo stesso i costi di finanziamento grazie agli effetti sulla fiducia. Un adeguato mix di strumenti, tra cui un aumento dell’età pensionabile, “potrebbero limitare gli effetti avversi o anche stimolare la domanda nel breve termine.

Inoltre l’Organizzazione raccomanda di «tenere fermi» i tassi di interesse ufficiali. «Se nei prossimi mesi emergessero segnali di perdurante debolezza o di rischio di recessione economica, i tassi dovrebbero essere abbassati là dove c’é spazio per farlo». Nel caso non ci fosse lo spazio per una riduzione dei saggi di interesse, l’Organizzazione suggerisce “altre misure che includono ulteriori interventi delle banche centrali sui mercati dei titoli, sia pure a rendimenti ridotti) e un forte impegno a mantenere i tassi di interesse bassi per un periodo prolungato”. I Paesi emergenti dovrebbero dal canto loro ritirare la stretta monetaria se l’inflazione é vicina agli obiettivi, mentre nei casi in cui é alta e il surplus commerciale é in aumento, dovrebbero permettere l’apprezzamento della valuta.


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