Al Festival del Cinema di Roma trionfano Un Cuento Chino e Gere

//   7 novembre 2011   // 0 Commenti

Un cuento chino di Sebastián Borensztein1

La giuria internazionale presieduta da Ennio Morricone e composta da Susanne Bier, Roberto Bolle, Carmen Chaplin, David Puttnam, Pierre Thoretton, Debra Winger ha assegnato dunque il premio più prestigioso della kermesse a Un cuento chino di Sebastián Borensztein, che si è aggiudicato sia il premio della giuria che quello del pubblico per il miglior film. La pellicola racconta una storia surreale di integrazione ed amicizia che parte dall’incontro di due solitudini.

Richard Gere Altro personaggio di spicco dell’edizione 2011 è stato Richard Gere, passato da Roma per ritirare il Marc’Aurelio alla carriera e acclamato sul tappeto rosso come se non fossero passati ormai almeno vent’anni dalle sue interpretazioni più celebri (da American Gigolò a Ufficiale e gentiluomo, passando per Pretty Woman).

Il Premio Marc’Aurelio della Giuria alla migliore attrice è andato alla svedese Noomi Rapace, già interprete di Uomini che odiano le donne per Babycall, mentre il Premio Marc’Aurelio della Giuria al miglior attore è stato vinto da Guillaume Canet per Une vie meilleure.

Questi gli altri premi: Premio Speciale della Giuria Marc’Aurelio: The Eye of the Storm di Fred Schepisi e Premio Speciale alla colonna sonora della Giuria Marc’Aurelio: Ralf Wengenmayr per Hotel Lux

Per quanto riguarda la sezione Alice nella città sotto i 13 anni, En el nombre de la hija di Tania Hermida P è il vincitore, mentre ad avere la meglio sugli altri in concorso nella sezione Alice nella città sopra i 13 anni è stato Noordzee Texas di Bavo Defurne.

Il Premio Marc’Aurelio Esordienti è infine andato ex aequo a Circumstance di Maryam Keshavarz e a La Brindille di Emmanuelle Millet

Come potete ben vedere nessuno dei tanti italiani in concorso si è aggiudicato la prestigiosa statuetta. Eppure tra i cosiddetti premi collaterali qualche connazionale era riuscito a spuntarla, per esempio Pierfrancesco Favino e Francesco Scianna.


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