AgCom rivela: Mediaset batte Sky per ricavi

//   4 luglio 2011   // 0 Commenti

corrado calabro'

corrado calabroNel 2010 Mediaset ha sorpassato Sky salendo sul podio al primo posto per ricavi televisivi in Italia con la Rai terza. La novità emerge dalla Relazione annuale al Parlamento dell’AgCom presentata ieri alla Camera dal presidente Corrado Calabrò. Il sistema televisivo italiano è cresciuto del 4,5% in termini di risorse: Mediaset ha ottenuto il 30,9% delle risorse complessive, Sky il 29,3%, la Rai il 28,5%. In particolare i ricavi di Mediaset nel 2010 sono cresciuti dell’8.1% a 2.770,6 milioni di euro, quelli di Sky dell’1.8% a 2.630,76 milioni, quelli della Rai del 2.5% a 2.553,84 milioni. Segue a netta distanza Telecom Italia con una quota dell’1.8% a 160,17 milioni, in crescita del 4.9%.

A Mediaset il 56% della pubblicità tv

La relazione fa notare come Mediaset, con il 38% degli ascolti, attiri il 56% delle risorse pubblicitarie e Sky meno del 5%. La Rai, con circa il 41% degli ascolti, raccoglie il 24% della pubblicità “essendo sottoposta a uno stringente limite di legge”. Negli ultimi due anni Mediaset ha visto aumentare i ricavi pubbllicitari dai 2.251,45 milioni del 2009 ai 2.413,50 del 2010 e quelli da offerte pay da 311,53 milioni a 357,10 mentre Sky ha aumentato la raccolta pubblicitaria da 154,67 milioni a 190,5 e i ricavi da pay tv da 2.428,50 milioni a 2.440,17. Per la Rai gli introiti pubblicitari sono passati da 909,9 milioni a 946,58, i ricavi da canone da i 1.531,53 milioni del 2009 a 1.558,44 del 2010. A proposito del canone, Calabrò ha dichiarato intollerabile  il livello di evasione,che secondo la Corte dei Conti a fine 2009 era del 26,5%, “con un mancato introito per l’azienda di oltre 500 milioni di euro”. Ancora per la Rai, l’Agcom sollecita da tempo una riforma che porti a un sistema di governance duale, separando la funzione di servizio pubblico da quella a vocazione commerciale: “una riforma scomoda che non piace ai partiti”.

Ritardi banda larga e gara frequenze

Sul fronte della banda larga, Calabrò avverte che il Paese è “sull’orlo della retrocessione in serie B”, con una percentuale di abitazioni connesse inferiore al 50%, a fronte di una media europea del 61%. Quanto alla gara delle frequenze il presidente dell’AgCom sostiene che “condizione fondamentale per il suo successo sia la disponibilità in tempi ravvicinati delle frequenze da assegnare, liberando senza indugi quelle ancora occupate dal ministero della Difesa e dalle tv private, e prevedendo anche degli incentivi per la liberazione anticipata”. Ha anche auspicato “un aumento delle risorse previste a favore delle emittenti locali” ma facendo dei distinguo, visto che le frequenze sono poche e preziose. L’incasso preventivato dalla legge per la gara delle frequenze è di 2,4 miliardi.

Il 90% degli italiani e’ teledipendente nell’informarsi

Anche in Italia è boom dei social network, ma gli italiani restano sostanzialmente teledipendenti per informarsi: il 90% si informa in tv, poi vengono i quotidiani col 61% e internet col 20%. Il modello di tv tradizionale resta vincente: le sei reti generaliste di Rai e Mediaset hanno insieme oltre il 73% di share medio giornaliero, La7 poco più del 3%, canali tematici Rai e Mediaset il 5,4%, tutti i canali Sky inclusa Fox circa il 5%.


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