Africa, aumentano gli attacchi del LRA

//   31 marzo 2012   // 0 Commenti

LRA-Lords-Resistance-Army

È in aumento nelle ultime settimane – secondo le informazioni ricevute dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) – la violenza da parte del Lord’s Resistance Army in Africa centrale.

Dall’ultimo aggiornamento emesso dall’Agenzia lo scorso 6 marzo, sono stati 13 i nuovi attacchi del LRA nel nord-est della Repubblica Democratica del Congo (RDC). La maggior parte di questi è avvenuta nel territorio di Dungu tra il 6 e il 25 marzo. Sono 2 le persone uccise e 13 quelle sequestrate, tra cui un bambino nella città di Aba. La violenza ha inoltre costretto 1.160 persone nell’area di Dungu ad abbandonare le proprie case.

Sale così a 33 il numero totale degli attacchi sferrati finora quest’anno dal LRA nel nord-est della RDC, aggressioni che hanno provocato la fuga di oltre 4.000 persone. Vi sono anche notizie di attacchi da parte del gruppo ribelle ugandese a Bondo, vicino al confine con la Repubblica Centrafricana (RCA).

Nella stessa RCA, gli attacchi attribuiti al LRA sono ripresi in gennaio dopo una tregua che durava dall’aprile 2011. Quest’anno nella parte sud-orientale del paese dono stati registrati 11 attacchi del LRA. Di questi, 8 hanno avuto luogo vicino alle città di Zemio e Mboki, dove l’UNHCR assiste popolazioni di rifugiati e sfollati.

Durante gli attacchi 4 persone sono rimaste uccise e 31 sono state sequestrate, in base a quanto riferito dalle forze di difesa e sicurezza della RCA.

Nel sud-est della RCA la situazione della sicurezza resta estremamente fragile. Un’eccezione si registra nella città di Obo, dove la situazione è migliorata con la presenza delle truppe statunitensi dispiegate lo scorso ottobre al fine di sostenere l’impegno da parte delle forze armate congiunte RCA-Uganda nel contrasto al LRA e ai suoi leader.

Secondo il personale UNHCR i pattugliamenti nei dintorni di Obo da parte dei due eserciti nazionali sostenuti dai militari USA hanno consentito alle autorità locali di garantire la sicurezza nel raggio di 25 chilometri da Obo. Prima che venissero istituiti i pattugliamenti il raggio era di 5 chilometri. L’estensione del perimetro di sicurezza sta consentendo ai residenti di seguire le loro attività agricole.

Il LRA effettua anche blitz nel Sud Sudan. In base a quanto riferisce l’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA), nel 2011 in tali attacchi 18 persone sono rimaste uccise, 9 ferite e 49 sequestrate. Sono inoltre 7.382 le persone costrette alla fuga in altre aree del paese.

Non vi sono informazioni su attacchi del LRA in Sud Sudan avvenuti quest’anno. L’UNHCR comunque riceve regolarmente nuovi gruppi di rifugiati in fuga dagli attacchi del LRA in RDC e in RCA. Gli stati del Sud Sudan di Western e Central Equatoria al momento ospitano complessivamente oltre 22.000 rifugiati provenienti da questi due stati confinanti, dei quali oltre 700 arrivati quest’anno.

Il Sud Sudan si sta preparando ad accogliere le forze dell’Unione Africana al fine di coordinare l’impegno regionale per eliminare le minacce perpetrate dal LRA.

L’UNHCR accoglie con favore le iniziative senza precedenti a livello regionale e internazionale mirate a porre fine alle atrocità del LRA in RCA, RDC e Sud Sudan, ed esorta tutti gli attori a rispettare i diritti umani e a minimizzare i rischi per le popolazioni civili.

Le aggressioni indiscriminate del LRA sui civili in questi 3 paesi hanno costretto circa 440.000 persone – dicono le stime – a fuggire dalle proprie case cercando rifugio all’interno degli stessi paesi o varcandone i confini da rifugiati. Ben 335.000 di loro si trovano nella sola RDC.

L’UNHCR sta collaborando con le autorità locali, altre agenzie ONU e le organizzazioni non governative per assistere le persone fuggite o salvate dalla violenza del LRA. Alcuni sopravvissuti hanno riferito al personale UNHCR di essere stati torturati durante la loro prigionia e poi utilizzati come portatori. Alcuni hanno assistito all’uccisione di loro parenti.

La testimonianza di un sopravvissuto al LRA su: http://bit.ly/HwXk0O


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