Affitti di lusso, i manager internazionali scelgono Milano

//   4 gennaio 2012   // 0 Commenti

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Anche nel 2011 Milano si è confermata capitale economica e crocevia di interessi internazionali. Nella città che ospiterà Expo 2015 è continuo il ricambio di uomini d’affari e manager di grandi aziende e multinazionali che alimentano il mercato degli affitti “short term” in appartamenti di alto livello, in zone strategiche e dotati di ogni servizio. Lo sa bene Guido Edoardo Alliata, titolare di RentClass, società leader degli affitti a breve/medio termine a Milano. «Il 70% della nostra clientela è costituito da grandi aziende e da imprenditori stranieri, che fanno della città il loro quartier generale per un periodo di tempo limitato. La loro fascia di spesa è fra i 2.800 e i 3.500 euro al mese». Qualche nome? Barclays Bank, Unicredit Banca, RBS, ma anche colossi della moda come Tom Ford. Molto rappresentate le economie emergenti con uomini d’affari in arrivo da Russia, India, Cina. Il periodo medio di permanenza è di 3-6 mesi, con punte fino a un anno.

Le richieste – I clienti business hanno esigenze diverse da quelle dei privati. «Innanzitutto rapidità e flessibilità. Fondamentale partire da una vetrina completa sul web e poi fornire formule “tutto compreso” -continua Alliata-: canone, utenze, piccole manutenzioni, pulizie accurate. Tutti fanno richiesta di collegamento wireless a internet e preferiscono zone centrali, a un passo dagli uffici: Brera, Porta Romana, il Quadrilatero».

Gli effetti della crisi – Anche in questo settore, comunque, si sentono le ripercussioni dei tracolli dell’economia. «Sul mercato si sono riversati centinaia di appartamenti sfitti a causa della crisi -conferma Alliata-. Abbiamo già abbassato i prezzi di listino e aumentato la qualità del servizio, ma è fondamentale che i proprietari milanesi si rendano conto dell’importanza di investire sul proprio immobile e di ristrutturarlo bene, con ottime finiture. Vince l’appartamento elegante, in centro, ma la richiesta economica, di questi tempi, deve essere anche intelligente e flessibile. Terminata la crisi, si potranno riportare i canoni su valori di soddisfazione, ma sarà difficile tornare ai livelli di un tempo».


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