Addio a Piero Ostellino, giornalista e politologo

//   13 marzo 2018   // 0 Commenti

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E’ morto il giornalista Piero Ostellino, grande uomo di cultura, liberale fino al midollo, lavorò al quotidiano “Corriere della Sera” dal 1967 al gennaio 2015, ricoprendo diversi incarichi: corrispondente da Mosca e da Pechino, inviato speciale, nonché direttore responsabile dal 1984 al 1987.

Era nato a Venezia il il 9 ottobre del 1935. Ostellino si laurea in Scienze politiche all’Università di Torino, specializzandosi in sistemi politici dei Paesi comunisti. Liberale convinto, fonda nel 1963 a Torino il ‘Centro di Ricerca e Documentazione “Luigi Einaudi”‘ di cui è rimasto presidente onorario, e nel 1964, la rivista “Biblioteca della Libertà” che ha diretto fino al 1970. Corrispondente in Russia e in Cina, aveva vissuto l’epoca di Breznev e di Deng Xiaoping e ne era rimasto così affascinato da scrivere due libri, “Vivere in Russia” (Rizzoli, 1977) e “Vivere in Cina” (Rizzoli, 1981). Ha diretto dal 1990 al 1995 l’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi) di Milano. Il suo ultimo intervento all’Ispi a Palazzo Clerici risale all’aprile 2014 in occasione dell’ottantesimo anniversario dell’Istituto, che ho seguito: leggi “ISPI, Milano : 80 anni di Politica Internazionale”: http://www.mondoliberonline.it/ispi-milano-80-anni-di-politica-internazionale/38898/ . E’ stato membro del comitato scientifico dell’Università della Carolina del Nord. È autore di numerosi saggi di carattere storico e politico. Dalla parte del cittadino spremuto e angariato, scrisse nel 2009 un libro di denuncia intitolato “Lo Stato canaglia”(Rizzoli). Nel 2015, dopo 48 anni di collaborazione con il quotidiano di Via Solferino, Ostellino è passato a “Il Giornale”.

Piero Ostellino se ne è andato di sabato, sabato 10 marzo 2018 e, quale penna colta e spesso acuminata, mi domando cosa avrebbe scritto in questi giorni a ridosso delle ultime elezioni, per lui che la politica era scienza pura e passione personale. Sulle varie testate cartacee e online, giornalisti titolati e amici lo ricordano con affetto e ammirazione.

Nella mia estrema sincerità e ammirazione per la Sua grande Penna, ricordo con affetto i Suoi commenti online alle immagini fotografiche che gli inviavo per posta elettronica e cartacea tra il 2010 e 2012. Diretti e sinceri, rispondeva sempre, era molto attento agli stimoli esterni  e si metteva in connessione e ascolto anche di “foto di una cagnolina che parla per immagini. Ostellino”. Una volta, ad un commento documentato scritto da Tiffany sull’arte ha risposto “Tiffany ha ragione da vendere. Certa “arte” è solo spazzatura per gonzi che la pagano cara per “conformismo anticonformista”. Piero Ostellino” . Un giorno Tiffany lo ha portato per una passeggiata virtuale sull’Appia Antica e leggendo questo racconto “Tiffany indignata in dignitate”: http://www.mondoliberonline.it/tiffany-indignata-in-dignitate/13764/ scrisse “Belle le divagazioni culturali di una cronaca tanto canina da aspirare a essere umana. Belle le foto. Ostellino”. E così un giorno ho pensato di inserire il  Suo nome in “Muro di Berlino, Merlino e Tiffany” : http://www.mondoliberonline.it/muro-di-berlino-merlino-e-tiffany/34351/annullo Tiffany 5x4 come oggetto avanzato 11

Sempre gentilissimo nel rispondere ad ogni invito nelle Biblioteche del Comune di Milano e Roma dove ho realizzato varie mostre per Tiffany, la protagonista assoluta dei miei aforismi fotografici (con un Comitato Scientifico d’eccezione) recentemente diventati anche una “Mostra Tiffany “Animal academicum” allo Spazio Filatelia Milano (13.12.2016-31.01.2017), iniziativa culturale per la quale le Poste Italiane hanno emesso “Annullo Filatelico” in data 13 dicembre 2016. L’Adnkronos  ha riportato: http://www.adnkronos.com/cultura/2017/01/05/cagnolina-degli-aforismi-masha-sirago-tiffany-mostra-milano_6kIC0HNVz1r5VDmRJv0fnK.htm

Onoratissima che la Penna del dr. Piero Ostellino si sia espressa così: “Tiffany è una scienziata sociale che guarda al mondo con l’ironico disincanto di cui non sono più capaci gli umani. Per questo il suo arrivo a Milano è importante. Nella “città di corsa”, “del fare”, ricorda che “anche riflettere è fare” o, meglio, è il momento in cui il pensiero precede l’azione e la sostanzia. Perciò, bene arrivata a Milano, cara Tiffany”.

Masha Sirago, testo e ph © copyright Masha Sirago/ReportersAssociati&Archivi, mashasirago@gmail.comwww.mashasirago.com

 

 

 

 


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