Allarme credito per le imprese

//   7 dicembre 2011   // 0 Commenti

credito banche 300x246Le notizie che in questi giorni ci arrivano dai mercati finanziari sono allarmanti. Il Credit crunch è un tema sul quale ormai da mesi la nostra Associazione ha suonato l’allarme e sul quale – desidero rassicurarti – continuiamo a enere altissima l’attenzione.

I segnali che ci arrivano non sono dei più confortanti.

In generale è diffusa la sensazione di una bassissima liquidità; i rapporti e i movimenti interbancari sono fortemente ridotti e gli istituti non ne fanno volentieri; le banche che erogano credito lo fanno spesso contro richiesta di nuovo deposito e di maggiore rapporto corrente; molti istituti hanno disdetto le convenzioni sottoscritte con i Confidi.

Più nel dettaglio, alcuni istituti ci hanno promesso che non faranno mancare il credito alle imprese, ma attenzione: soltanto a quelle virtuose, a fronte di un pricing comunque alto.

Altri, in forte difficoltà di liquidità, richiedono un cospicuo deposito per erogare credito (con tendenza a non erogarne affatto al settore immobiliare) o addirittura, dovendo affrontare una seria situazione debitoria, non sono per nulla propensi ad autorizzare operazioni di credito, come pure tendono ad evitare operazioni interbancarie.

Altri ancora si limitano a piccole operazioni di erogazione credito, e solo ad imprese loro note, oppure lavorano pochissimo e tendono a tirarsi indietro per ogni richiesta di finanziamento, oppure ancora dichiarano una visibilità delle operazioni a due mesi.

Altre volte ci si imbatte in istituti che sempre meno agiscono secondo la propria mission originaria, ossia essere “banca del territorio”; sono spesso banche con le quali i Confidi registrano forte difficoltà a lavorare e che si intuisce abbiano ricevuto mandato a non erogare credito, se non in situazioni di elevatissima affidabilità. Per non parlare poi di quegli istituti che, ormai dipendenti dall’estero, devono ricevere l’autorizzazione per molte operazioni e che sempre oltralpe devono andare a rifornirsi per “fare cassa”, traendone una liquidità che però non impiegano per le imprese, ma per sostenere altre banche. E la casistica potrebbe allungarsi ad altre situazioni che ognuno di noi credo non avrebbe difficoltà a testimoniare, portando la sua personale esperienza.

Il quadro non è dei più idilliaci e promette un orizzonte pieno di difficoltà per le imprese che devono accedere al credito. Unindustria Bologna non allenterà la tensione e continuerà a monitorare strettamente la situazione a tutti i livelli: operativi e di relazione con i rappresentanti delle banche del territorio.

Da gennaio l’ufficio Credito e Finanza conterà anche su un organico rinforzato. Da imprenditore impegnato mi permetto di sottolinearti l’importanza del dialogo con la nostra associazione in questo momento difficile. In particolare abbiamo consolidato proprio in questi giorni l’utilizzo di strumenti che ci consentono di darvi una prima lettura dei vostri numeri finanziari e di potervi supportare nel rapporto banca impresa.

di Daniele Salati Chiodini – Consigliere Delegato al Credito Unindustria Bologna


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