Un’occasione persa che peserà sulla crescita

//   13 agosto 2011   // 0 Commenti

berlusconideluso

Come sempre il giorno dopo è quello dei giudizi e delle analisi ma in questo caso è sembrato fin da subito che qualcosa non andasse nella direzione auspicata.

Il Berlusconi costretto quasi a scusarsi con gli italiani e soprattutto con i suoi elettori con quel “ ho il cuore che mi gronda di sangue “ detto in apertura di conferenza stampa ha dato  immediatamente la cifra di quanto sia sbagliata la manovra correttiva dei conti pubblici appena varata dal consiglio dei ministri. Excusatio non petita, accusatio manifesta !!!

Ancora una volta il ministro Tremonti, l’uomo che ha tenuto i conti in ordine ma che non è stato in grado di dare quella scossa di cui il sistema aveva assoluta necessità, ha proceduto con tagli pressochè ovunque ma non è riuscito ad incidere in quei meccanismi di spesa perversi e non più sostenibili come pensioni, sanità e tutta la serie di agevolazioni fiscali ( molte delle quali inutili ) che sono il vero buco nero nel bilancio statale.

La tassa di solidarietà ha il sapore della tanto vituperata tassa sull’Europa di Romano Prodi e del furto messo in atto notte tempo da Amato nel ’92 quando con un blitz nella notte prelevò dai conti correnti degli italiani quasi 27.000 miliardi.

Il taglio dei trasferimenti agli enti locali, che potrebbero comunque iniziare a limitare drasticamente le spese di consulenze esterne ed elargizioni a pioggia ad amici e famigliari, avrà come conseguenza un effetto indiretto sulle tasse locali sottoforma di aumenti per il trasporto pubblico, riduzione dei servizi sociali e azzeramento di quelle risorse che erano destinate agli investimenti infrastrutturali sul territorio.

L’accordo sulle pensioni è debole e non significativo data l’ampiezza della manovra a cui va sommata, ricordiamo, quella approvata i primi di luglio per un totale di oltre 90 miliardi di euro; si sarebbe dovuto lavorare di più sulle pensioni di invalidità e di anzianità, andando a rimuovere tutti i privilegi e cercando di riportare la situazione verso gli standard europei dove l’età pensionabile è di almeno tre anni più lontana rispetto al nostro paese. La “scalone Maroni” sarebbe stato comunque un buon punto di partenza come pure poter utilizzare la nota “quota 97” ovvero si può andare in pensione solo se la somma degli  anni lavorati con quelli anagrafici risulta 97. L’aver portato l’età pensionabile delle donne del settore privato a 65 anni che andrà, poi, a regime  solo fra qualche anno inciderà solo per un miliardo……..

I tagli ai ministeri previsti per i prossimi due anni ammontano a circa 9 miliardi ma se poi nell’analisi si va a leggere che vengono tolti quasi due miliardi al capitolo della difesa del territorio allora si ha la consapevolezza che qualcosa sia stato sbagliato profondamente. Gli aumenti delle accise sui giochi e tabacchi produrranno aumenti nei prezzi ( è questa non è una tassa mascherata? ), l’aumento della aliquota irpef per gli autonomi con redditi oltre i 55mila euro così come viene concepita è sbagliata sia nei principi sia negli effetti.

La sole note positive della manovra del “ cuore che gronda “  sono il riequilibrio della tassazione sulle rendite finanziarie ad esclusione dei titoli di stato che è stata portata al 20% dal precedente 12,5% e l’abbassamento della tassazione sui depositi ed assimilabili che dal 27% è stata ridotta al 20%. L’altra nota positiva, vedremo poi quale sarà la capacità e la volontà politica in parlamento di attuarla nei fatti, la riduzione delle provincie ( ben 35 ) e l’accorpamento dei comuni sotto i mille abitanti ( 1500 ).

Non abbiamo la presunzione di dare consigli a chicchessia ma ci limitiamo ad osservare che esistono  alcune misure di buon senso che potrebbero essere inserite con emendamenti al decreto:  cancellare la tassa di solidarietà, incide solo per 600/700 mln ma ha un effetto devastante sull’opinione pubblica, procedere alla liberalizzazione dei servizi pubblici che si stima avrebbe un impatto di oltre 20 miliardi ( il 50% della manovra ), procedere alla fusione ed accorpamento per le aziende statali e parastatali inserendo anche in questo caso il vincolo di pareggio ( non potendo obbligare all’utile ) per non essere sempre costretti a ripianare i debiti ogni anno per l’incapacità degli amministratori.

Questa manovra peserà soprattutto sul ceto medio, sulle famiglie e su quella parte che produce il PIL del paese senza che vi sia la certezza che possa essere sufficiente per tornare a vedere la luce alla fine del tunnel ma con la consapevolezza del rischio concreto di deprimire ulteriormente i consumi e la seppur debole crescita in atto.

A Berlusconi è mancato il coraggio di affrontare i veri problemi del bilancio magari con la speranza che fra poco la tempesta passerà e che quindi si potrà tornare a navigare con più tranquillità. Il 2013 è dietro l’angolo e le elezioni si preannunciano un vero disastro per l’attuale maggioranza che non è stata capace di riportare il paese sul binario della crescita e della competitività. Restano ancora 17 mesi che in politica sono un termine a volte lunghissimo.


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