Abbassare i costi dell’energia e salvare le acciaierie

//   14 novembre 2011   // 0 Commenti

acciaieria 300x218Come altri settori gli industriali italiani dell’acciaio vivono la grande crisi, altri paesi come la Cina e l’India si prendono il mercato applicando prezzi molto inferiori ai nostri. Vista la situazione anche la nostra qualità non è sufficiente. Ci salviamo, si fa per dire, con gli acciai speciali ma è solo una questione di tempo e poi ” i dragoni e i figli della dea calì” si prenderanno anche quelli.
Aspettiamo tutti a gloria il nuovo Governo che prenda decisioni, fra gli altri saranno vitali provvedimenti che diminuiscano i costi dell’energia, che sommati a quelli delle materie prime, che i nostri concorrenti spesso trovano in casa o comprano con le grandi disponibilità di capitali a prezzi scontati rispetto a noi, saremo presto tagliati fuori definitivamente. Abbiamo fatto abortire il piano atomo e anche quello comunque avrebbe potuto alleviare i nostri dolorosi costi energetici solo dopo anni, non c’è più tempo è ora di agire, di fare presto. Migliaia di posti di lavoro sono in pericolo e le speculazioni che svalutano le aziende facendole diventare facili prede di chi arriva e con poche pipate di tabacco compra, acquisendo spazi di mercato e chiudendo stabilimenti in Italia e anche in Europa, per far partire linee di produzione per soddisfare 20 milioni di nuovi lavoratori che ogni anno infittiscono le catene di montaggio cinesi. Non si tratta solo di allineare i costi energia ma anche di difendere comparti strategici come è quello dell’acciaio, non abbiamo saputo difendere il latte con Parmalat, salviamo almeno le ferriere; chi come noi segue da 40 anni il mercato parlando con imprenditori, i grandi operatori secondi in Europa solo alla Germania, la quale da buon sistema Paese nazionalista tutela le proprie imprese agevolandone lo sviluppo, purtroppo in Italia sappiamo com’è… ma la festa come tutti ci ricordano è finita da un pezzo è ora che la bandiera e l’amor patrio sia fondamento per tutelare i nostri interessi, seguire solo supinamente i dettami di politiche imposte, non è giusto, applicare ricette apparentemente vincenti ma non sempre sostenibili da tutti, dobbiamo anche prendere iniziative plasmate alle nostre dinamiche italiche. Il contenimento della spesa, l’imperativo controllo di deficit e spesa che ci ordinano come ci permetteranno di sostenere lo sviluppo? Vanno immesse risorse per riequilibrare le forze riducendo le zavorre che ci portiamo dietro da sempre, si deve combattere una guerra dove altri non escludono colpi bassi, la Cina dice ancora che non può aderire al protocollo di Tokyo perchè paese in via di sviluppo, ma se si sta comprando Usa e Europa sostenendone il debito?
Noi a Kyoto vi aderiamo e le imprese sanno quanto ci costa… poi dobbiamo anche pagare l’energia più cara, è tempo che Enel ed Eni riducano i prezzi per alimentare così le possibilità di sopravvivenza aziendale, lo Stato riduca le sue esigenze di dividendi dalle sue controllate e immetta nel ciclo produttivo risorse, permettendo agli industriali di investire in ricerca e ammodernamento impianti, come ci hanno insegnato alcuni “illuminati”, vedi Arvedi Acciai, che proprio con gli investimenti è riuscito ad affrontare la crisi meglio di altri, ma non sempre va bene. Dobbiamo soprattutto mantenere le aziende italiane, evitando che succeda come con Lucchini comprato dai russi, da tempo decisi ad andarsene lasciando sul terreno migliaia di dipendenti. Cerchiamo di essere più padroni del nostro destino ma da soli non lo si può fare, anche gli eroi, perchè affrontare oggi i mercati e le difficoltà di ogni giorno si è eroi, se lasciati soli non possono farcela.


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