ANCE Taranto: “Verso la stagione dei grandi appalti con al centro l’economia locale”

//   23 settembre 2011   // 0 Commenti

ance taranto 300x208Avviare una seria discussione pubblica sui grandi investimenti e sui grandi appalti, affinché al taglio del nastro delle grandi opere faccia da preludio una nuova stagione di legalità e rilancio della nostra economia.
E’ il monito che il Presidente dell’Associazione costruttori Edili di Confindustria Taranto, Antonio
Marinaro, lancia in favore dell’economia locale. Un fronte, quello confindustriale, che da tempo continua a mostrarsi compatto nel chiedere rispetto e pari dignità per il sistema delle imprese locali, portatrici sane di buona economia. Stiamo per varare una nuova stagione di grandi opere, a conti fatti circa 2 miliardi e mezzo di euro che tra San Raffaele, Eni, Cementir, Distripark, Tempa Rossa potrebbero arrivare in riva allo Jonio. E’ legittimo, alla vigilia, porsi il tema del come impatteranno queste risorse sul territorio – dice Marinaro. Cosa determineranno in termini di ricadute produttive, economiche ed occupazionali? Il riferimento è all’effetto moltiplicatore che inevitabilmente si potrebbe innescare se la stagione dei grandi appalti fosse accompagnata da un serio e regolato coinvolgimento delle espressioni dell’economia locale.
Al varo di una nuova strada, o all’inaugurazione di una grande opera, vorremmo che le imprese e i lavoratori locali avessero la possibilità di partecipare con l’orgoglio e con la convinzione di aver contributo doppiamente al rilancio del proprio territorio – afferma Marinaro – Una filiera lunga, quella delle costruzioni, interamente rilanciata perché coinvolta ed interessata da processi realizzativi importanti.
Per questo l’appello alle istituzioni e alle grandi stazioni appaltanti che operano sul territorio. Non basta pubblicare o aggiudicare un appalto – sottolinea il presidente dei costruttori edili – serve che le istituzioni si facciano garanti della costruzione di un virtuoso sistema di relazioni tra grande appaltatore e sistema delle imprese locali. Una chiamata a corresponsabilità che l’ANCE aveva già lanciato prima della pausa estiva con la sua campagna contro gli appalti aggiudicati al “massimo ribasso”. La politica, le istituzioni, la macchina amministrativa non può girare lo sguardo da un’altra parte pur di ottenere l’opera – dichiara Marinaro – ma deve sentire insieme a noi l’esigenza seguire ed accompagnare i processi di esecuzione affinché siano condotti secondo legge, con relazioni di fornitura economicamente e socialmente accettabili, nel rispetto dei diritti delle maestranze. Questo non sempre è avvenuto in passato..
L’ANCE raccoglie ancora oggi la cronaca di quegli anni – dice il numero uno dell’associazione di categoria – con opere portate a termine grossolanamente, con rapporti di subappalto indecorosi laddove non simulati, intermediazione di manodopera e assoluta indifferenza rispetto alle disfunzioni sociali che si creavano sul territorio. Una istantanea degli ultimi trent’anni che Marinaro vorrebbe poter sostituire con un nuovo patto. Non chiediamo condizioni di privilegio, ma vogliamo stringere un nuovo patto di reciproco impegno con gli enti locali – afferma – basato su appalti etici e legali, su una contrattazione aperta e partecipata che veda, ad esempio, allo stesso tavolo l’amministrazione pubblica, le grandi imprese e le espressioni organizzate dell’economia locale. A fortificare tale intendimento esistono già precedenti e prassi consolidate in altri territori italiani. E’ il caso dei lavori per la costruzione del nuovo grattacielo progettato dall’architetto Fuksas e che a Torino ospiterà la nuova sede della Regione– spiega Marinaro – lì l’ente locale ha avvertito l’esigenza di chiudere un protocollo d’intesa con il raggruppamento di imprese affidatarie.

Siamo in una realtà avanzata, con espressioni imprenditoriali di rilievo, che ha correttamente operato per la promozione di una attiva e dignitosa partecipazione del sistema delle piccole e medie imprese locali alla realizzazione dell’opera, a parità di condizioni e competenze. Non siamo dunque di fronte ad operazioni protezionistiche e di retroguardia, ma alla legittima volontà di dar vita a modelli territoriali di efficace interazione tra grande appaltatore e sistema produttivo locale. Nello scambio l’amministrazione, indossando il vessillo dell’economia locale, non negozia piccole opere e ordinarie manutenzioni, ma la qualificata partecipazione delle proprie imprese al grande investimento infrastrutturale.
Un canovaccio che si potrebbe replicare su tutti i fronti di investimento che presto, dopo la fase dell’annuncio, potrebbero trovare sbocco sul territorio. Si tratta di capire come questa mole di finanziamenti possa avere ricadute sull’economia locale e sul suo PIL – sottolinea il numero uno di ANCE Taranto – e per questo obiettivo ci aspettiamo che la politica e le amministrazioni facciano la differenza. Un grande contributo in questa direzione verrà dalla sottoscrizione, ormai prossima, di appositi protocolli per la legalità e la sicurezza negli appalti che la Prefettura ha sapientemente costruito in questi mesi ed ai quali abbiamo concretamente contribuito insieme alle organizzazioni sindacali, nella comune convinzione che sia per tutti un grande beneficio puntare a regole e comportamenti solidamente orientati alla legalità, trasparenza, leale concorrenza, tutela del lavoro e della sicurezza.
Negli scenari che andranno ad aprirsi, l’impresa sana del territorio dovrà nel contempo crescere ed impegnarsi per garantire professionalità e competenza tecnica. Abbiamo mosso i primi passi di un cammino virtuoso che siamo disposti a condividere con tutti, nel segno di un impegno per la legalità e lo sviluppo che ormai da tempo contraddistingue la nostra azione associativa.


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