57° Assemblea Parlamentare della NATO

//   11 ottobre 2011   // 0 Commenti

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L’annuale assemblea parlamentare della NATO che quest’anno si è tenuta a Bucarest ha visto la partecipazione di oltre 350 delegati provenienti dai 28 Paesi aderenti al Patto Atlantico, dai Paesi partner e da diverse Istituzioni internazionali con lo scopo di discutere ed adottare le risoluzioni in materia di sicurezza internazionale e di comune interesse per un sistema di difesa e cooperazione globale. È utile ricordare però che l’assemblea parlamentare NATO, che viene organizzata a rotazione da uno dei paesi membri, non è un organo ufficiale della Alleanza e quindi non può esprime la posizione ufficiale della stessa, ma rappresenta l’insieme delle diverse delegazioni nazionali dei paesi aderenti. Tutte le raccomandazioni ed i rapporti adottati a seguito del lavoro delle diverse commissioni non hanno valore vincolante né di indirizzo per la NATO ma sono uno strumento di dibattito e di confronto sui quali discutere le tematiche di attualità inerenti all’Alleanza.

Durante la tre giorni dei lavori si  sono riunite le cinque commissioni specializzate : Politica, Difesa e Sicurezza, Scienza e Tecnologia, Sicurezza Civile ed Economia e Sicurezza. Ai lavori hanno preso parte anche esponenti del mondo accademico, delle ONG ed esponenti della NATO.

Due temi centrali del dibattito sono stati l’adozione dello scudo missilistico da parte della Romania ed ruolo del Paese nella dimensione atlantica. Il Ministro dei Esteri Baconschi ha dichiarato che “La Russia è in costante dialogo con gli Stati Uniti per quanto riguarda questo programma di difesa, noi ci aspettiamo che queste discussioni portino ad uno scambio di informazioni e ad un’azione concordata per affrontare le minacce comuni. Siamo molto aperti a condividere le informazioni per progettare il programma di difesa missilistica e speriamo che alla fine la Federazione Russa sarà un partner stabile perché siamo a 20 anni dalla fine della guerra fredda. Ora  dobbiamo affrontare un diverso insieme di minacce, il mondo è cambiato profondamente, e ci auguriamo che la Russia sia con noi “. Ha poi precisato Baconschi che “ non credo che si possa arrivare ad un sistema missilistico di difesa comune ma che si possano, invece, prevedere progetti che possano facilmente integrarsi tra loro”.

Riguardo al contributo della Romania nelle operazioni dell’alleanza atlantica il Ministro ha voluto precisare che “il nostro apporto agli sforzi della comunità internazionale in Afghanistan è significativo e si basa a seconda degli sviluppi sul terreno. Ci sono più di 1.900 soldati rumeni attualmente impiegati. Penso che un prerequisito per il successo in Afghanistan è di agire in conformità con il principio in together, out together. La Romania è presente anche in altri teatri di operazioni quali la Libia e soprattutto in Kosovo che viene considerato fondamentale per mantenere gli equilibri nel delicato scacchiere balcanico”. Baconschi ha poi concluso  sottolinenando che“ la regione del Mar Nero è un altro settore importante per la stabilità euro-atlantica, ed è per questoche la Romania contribuirà in tutti i modi agli sforzi della NATO per incoraggiare gli Stati rivieraschi nel rafforzare la sicurezza regionale.”

Un contributo sicuramente importante ai lavori è stato quello del Capo di Stato Maggiore romeno Stefan Danila secondo il quale “ in questa prospettiva, la Romania continuerà a giocare una parte importante nella stabilità euro-atlantica grazie alla collocazione geo-strategica nell’Europa sud orientale impegnandosi sia politicamente che militarmente all’interno delle organizzazioni regionali ed internazionali. A seguito della adesione della Romania alla NATO, la riforma delle Forze Armate rumena è continuata in stretta correlazione con le trasformazioni dell’Alleanza, che ha permesso con il corretto dimensionamento delle truppe, con la loro formazione e con le  loro dotazioni di partecipare alle operazioni NATO.”  Il Capo di Stato Maggiore ha  concluso dichiarando che “La Romania è e sarà un pilastro della stabilità regionale e globale”.


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