Non girare la testa all’indietro

//   3 dicembre 2012   // 0 Commenti

primarie a novara bersani ha incontrato gli elettori all’hotel europa 13366Difficile inquadrare il risultato nel solito schema del trionfo dell’apparato. Un apparato che, semmai, ha funzionato prima del voto, nella definizione di regole oggettivamente limitanti la forza d’urto dell’innovazione renziana.

In realtà le primarie del PD hanno rappresentato un fatto assolutamente positivo e di forte valenza di partecipazione democratica, tanto più rilevante poiché accaduto in una fase in cui stanno trionfando la disaffezione e il rifiuto dei partiti e della politica. Non sappiamo cosa accadrà ora nella coalizione PD-SEL-socialisti, anche se il quasi 40% raggiunto da Renzi non potrà essere liquidato come ininfluente nelle scelte future di Bersani e C.

La coalizione di sinistra esce obiettivamente rafforzata dalla lunga e inusuale battaglia delle primarie, mentre il centro-destra sta vivendo uno dei momenti di crisi più profondi di tutta la sua storia.

Si attende a horas l’annuncio di una ridiscesa in campo del Cavaliere, ma stavolta non sarà come le altre. Il re è nudo e non si può pensare di interrompere il passaggio dalla seconda alla terza repubblica con la testa rivolta all’indietro. Ogni remake, per quanto riverniciato, avrebbe il sapore di vecchio e stantio e a poco servirebbe perpetuare il confronto con un altrettanto riconfermato usato sicuro.

Il tempo del partito a leadership personale carismatica è morto e sepolto e chi volesse tentare di ripristinarlo non potrà che raccogliere poche fiches, buone  da giocarsi per la propria sopravvivenza, ma non aggiungerà alcunché al processo inesorabile di trasformazione del sistema politico italiano in atto. Una storia e un processo cui il Cavaliere poteva e ancora dovrebbe saper offrire un apporto migliore.

Guai se Alfano e amici non dimostrassero di aver raggiunto quel minimo di autonomia che la situazione richiede. E’ tempo di assumere iniziative forti come quella di dar vita da subito ad un’ampia coalizione impegnata nella costruzione della sezione italiana del PPE, alternativa alla coalizione socialdemocratica a egemonia bersaniana e degli ex comunisti, secondo il classico schema prevalente in Europa.

A questo obiettivo non potremo che essere interessati anche noi democristiani che ci accingiamo ad eleggere i nostro organismi dirigenti nel consiglio nazionale convocato per il prossimo 6 dicembre. Al segretario politico Gianni Fontana il compito di annunciare la nostra piattaforma politico programmatica, sulla base della sua relazione congressuale approvata l’11 novembre scorso da oltre il 95,5 % dei delegati al XIX Congresso della DC e di avviare il confronto con quanti, a partire dalla nostra gente e dall’elettorato disorientato e tentato dal disimpegno, sono interessati a ritrovare nella proposta politica di ispirazione democratico-cristiana e popolare una nuova speranza per l’Italia.


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