2012 e Monti “mediocre”, i Maya avevano ragione

//   23 dicembre 2012   // 0 Commenti

Il 2012 si appresta a concludersi e con buona pace per gli scettici, i Maya avevano ragione. Nella memoria della stragrande maggioranza degli Italiani infatti, quest’anno trascorso sarà ricordato ai posteri come tra i più funesti delle recente storia Italiana. Circa un anno fa infatti, si concludeva la non certo positiva esperienza del governo Berlusconi con Tremonti ministro di equitalia, e l’aumento dell’Iva. C’era da aspettarselo. Dopo 30anni di governi dalla politica economica basata su una spesa pubblica dissennata per accontentare questa o quella sacca/casta bacino di voti, Berlusconi si accingeva a governare con l’eredità di uno tra i più imponenti e dunque costosi debiti pubblici al mondo. Non ce l’ha fatta. Gli è mancato il “quid” per l’inversione di marcia, per iniziare davvero a tagliare spesa, leggi, privilegi e sussidi e dunque alleggerire la presenza statale nella vita dei cittadini. Ma quel che non è riuscito a fare Berlusconi l’ha fatto Monti. Si. Ha sferzato un formidabile colpo basso all’economia italiana realizzando in 12 mesi quello che nemmeno i più funesti presagi si aspettavano. Il Pil flette del -2.1%, i tetto del debito pubblico sfonda quota 2.000.000.000 Euro, produzione industriale a -7% e disoccupazione che supera abbondantemente il 15% (se consideriamo anche gli scoraggiati). Come si è arrivati a questo punto. I Tea Party lo ricordavamo già da tre anni, ed in modo forte in quest’ultimo anno, come la politica Montiana di TANTE nuove tasse (in primis l’odiosa IMU) e ZERO tagli, avrebbe affossato un’economia già stremata da un molesto e costante intervento statale volto alla iper-regolamentazione. Non si sono visti corposi e definitivi tagli all’organico pubblico, è mancata una vasta deregolamentazione nel settore delle professioni (esistono ancora i notai..commercialisti..consulenti del lavoro..), non si è proceduto alla vendita di patrimonio pubblico per abbattere lo stock di debito, le provincie sono restate dove sono e..lo stesso Monti si è reso conto che il suo indice di gradimento tra gli italiani non gli consentirebbe nella prossima competizione elettorale, di concorrere nemmeno al secondo posto (ndr).
Al contempo assistiamo al desolante teatrino di chi, in ossequio alla filosofia del “tanto più medio tanto meglio”, non sà più che pesci prendere. Tra costoro Casini, Fini, Rutelli..i terzopolisti e terzorepubblichisti.. che preso atto che Monti non entusiasma, non appassiona, non coinvolge e non vince, ora sulla scorta del colossale fallimento della sua agenda, da loro strenuamente sostenuta, cercano il modo meno doloroso possibile per uscire di scena (magari garantendosi il posticino alla camera). La “nuova” proposta sempre infatti più mediocre della prima. Montezemolo, Riccardi, Monti, Casini..Fini, leader senza popolo e senza carisma, più burocrati che statisti che, se non fossero in Italia sarebbero già in un anonimo ufficio statale a timbrare inutili carte.
Che si fa dunque? La crescita ed il consenso di gruppi ed idee come quelle che i Tea Party portano avanti da oltre tre anni ci dicono che la strada è quella. Un netto e drastico taglio con il passato. Una comunicazione fresca ed irriverente, un agenda che punta a togliere paletti alla crescita economica e NON a fissarne di nuovi, un’immagine vincente ed un messaggio positivo ed anglosassone. Con le elezioni politiche alle porte viene da chiedersi..sarà l’anno della solita ammuffita mozzarella o è giunta l’ora del TeaCarlo 1 150x150?


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