“SHE” aiuta le donne affette da HIV: il primo programma tutto al femminile

//   14 settembre 2011   // 0 Commenti

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L’HIV è considerata a tutti gli effetti la patologia più pericolosa del ventunesimo secolo. Può infettare chiunque senza distinzione di età, sesso o religione. Le precauzioni non sono mai troppe e le modalità di trasmissione del virus corrono su tre binari: sessuale, ematica e verticale (da madre a figlio). Ad essere colpite sono soprattutto le donne ed è a loro che si rivolge “SHE”, il primo programma educazionale organizzato in Europa a favore del genere femminile sempre più spesso vittima di questa terribile malattia.

Il progetto è nelle mani di associazioni indipendenti di pazienti con il supporto di esperti nel settore provenienti dall’Europa, Italia compresa. Non bisogna infatti dimenticare che l’HIV è la principale causa di morte per le donne in età fertile. Questo accade in tutto il mondo e, nonostante la crescente percentuale di contagio che colpisce la popolazione femminile, l’informazione sembra essere ancora limitata.

Ed è a questo che punta SHE: informare per venire incontro alle esigenze delle donne, come ammette la professoressa Antonella d’Arminio Monforte, membro dell’organizzazione:”Vi sono peculiarità connesse allo stato di sieropositività femminile che vanno dal desiderio di maternità alla scelta del contraccettivo adatto. Ad esempio, la maggior parte delle donne non sa cosa significa avere un figlio essendo HIV positive e che le attuali terapie antiretrovirali possono proteggere il nascituro. Inoltre le donne hanno maggiore consapevolezza di essere infettanti, da qui il problema della rivelazione del proprio stato di sieropositività all’interno della coppia. Ricordiamo infatti che, da quanto emerso dalla coorte Icona, le donne che si sono infettate per via eterosessuale nella maggioranza dei casi hanno contratto la malattia da partner stabili. Negli uomini invece la trasmissione eterosessuale avviene soprattutto con rapporti occasioni”.

Cresce la percentuale di donne affette virus dell’HIV. Solo nel 2008, infatti, c’è stato un incremento del 35% sulle diagnosi relative alla popolazione femminile. Se da un lato migliora l’assistenza sanitaria e le terapie, dall’altro lato l’organizzazione si impone un miglioramento della qualità della vita per non lasciare da sole le donne, fornendo loro un sopporto da parte delle cosidette “pari”. Tutto pur di rendere la popolazione femminile più forte e consapevole delle difficoltà che l’HIV impone loro.

Insomma non solo informazione ma anche una guida pratica per affrontare questa terribile malattia, non tralasciando nessuno dettaglio possa essere utile ai fini di fornire alle donne quanti più strumenti possibili per non sentirsi più sole. Le nove sezioni della guida affrontano i più disparati argomenti “diagnosi, rivelazione della malattia, rapporti sessuali e relazioni interpersonali, convivenza con l’HIV, accesso alla maggior parte dei trattamenti, interazione con gli specialisti e tutela dei diritti umani”, per colmare quel gap che ancora rischia di mettere in pericolo la vita delle donne sieropositive.


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